I 2 GRANDI ERRORI CHE FA CHI VENDE CASA!

Scopri subito se li stai facendo anche tu!

Quindi hai deciso di vendere la tua casa.

Magari sei anche già partito con qualche inserzione su internet o il cartello sul portone fuori casa.

Lo sai che prima ci sono degli obblighi di legge da seguire per non incappare in sanzioni salate?

Ed oltre agli obblighi ci sono anche cose, che è meglio non farle sbagliate in partenza, per non compromettere il risultato finale.

Sia il raggiungimento stesso che la sua qualità.

Partiamo dagli obblighi.

Sono principalmente 2.

  1. Hai fatto fare la certificazione energetica? Per vendere un immobile, la legge ci obbliga ad essere muniti dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE o ACE).Questo deve essere indicato su qualsiasi inserzione o annuncio pubblicitario intenderemo utilizzare. Sia sul cartello fuori dal portone, che sull’annuncio in internet che sulla rivista cartacea. Non indicare questo dato, comporta l’assumersi il rischio di essere sanzionati per un importo che va dai 500 ai 5.000 euro.Meglio non rischiare…Come si ottiene il Certificato?

    Lo compila un tecnico che esamina le caratteristiche della casa (sia dell’intero edificio, che dello specifico appartamento) ed in seguito, inserienergy-efficiency-154006_960_720sce i dati che ha rilevato all’interno di un software ed ottiene un coefficiente di prestazione energetica.

    Il risultato andrà a posizionarsi in una fascia energetica, che oggi va da A++ a G. E verrà indicato anche un valore (IPE) che ci informerà del consumo al metro quadro per anno (Kwh/m2a).

    Il costo del tecnico che produce questo documento può variare dai 70 ai 250 euro.

    Per un appartamento di taglio medio, il costo si attesta intorno ai 120/150 euro.

    Sempre meno di 500 e sicuramente di 5.000…

    Inoltre all’atto, davanti al notaio, dovrà esserci per forza.

    Altrimenti non sarà possibile rogitare.

     

     

  2. La scheda catastale è aggiornata e conforme? Ok, hai fatto dei lavori al tuo appartamento. Ora è veramente bello! Ma hai seguito tutte le procedure affinché anche la documentazione che segue l’immobile sia aggiornata ed in linea con le modifiche? Prima di effettuare qualsiasi lavoro interno, è buona norma presentare la giusta richiesta all’Ufficio del settore edilizio del Comune in cui è posta la casa. Se hai fatto dei lavori senza autorizzazioni, prima di tutto, probabilmente, dovrai corrispondere una multa al Comune di 1.000,00 euro.Ma cosa ben più grave, se il tuo acquirente ti ha già versato una caparra per la tua casa, vista con le modifiche che l’hanno resa così originale e poi scopri che le modifiche che hai fatto fare, non sono permesse dal Comune?architect-254579_960_720

    Cosa dirai al tuo acquirente?

    E’ un campo minato… …meglio non addentrarsi nell’eventualità!

    Se invece hai fatto tutto per bene, ottimo.

    Ma ricordati di verificare col tecnico che hai incaricato, che sia tutto a posto. Che la pratica edilizia sia chiusa. Che la documentazione sia completa.

    Al giorno dell’atto, basta una piccola incongruenza, che… …ops…

    (e se tu lo hai comprato cos

Queste due cose, sono molto importanti.

Eppure sono le due cose più tralasciate, da chi parte con la vendita della propria casa.

Perché poi magari mettono in vendita il loro appartamento al 30% in più del valore di mercato, o comunque ad un prezzo molto alto, perché: “Non voglio mica svendere io!”, poi gli capitano un paio di sanzioni di quelle salate e una rogna con un acquirente incazzato nero per qualcosa che sta andando storto e non hanno pensato prima, che la svendita la stanno causando loro…

Queste due cose, semplificando, sono il 90% della conclusione positiva della tua vendita

Non lo è spiegare a chi visita la tua casa, quanto è vantaggioso comprarla perché la cucina che hai fatto installare 20 anni fa è stata fatta su misura.

Non lo è, spiegare che case come la tua non ce n’è in giro perché il balcone affaccia proprio sulla fermata del tram.

Non lo è spiegare che hai scelto personalmente quelle piastrelle azzurrine del bagno…

Perché l’acquirente della tua casa, viene a vederla e si fa autonomamente un giudizio.

E’ lui che stabilisce cosa va bene di casa tua.

E’ lui che stabilisce i punti a favore ed i punti contro.

E’ lui a cui deve piacere ciò che vede.

Perciò, l’influenza di ciò che gli dici, rispetto a ciò che vede è pari a 0.

Sai cosa fa la differenza?

Ciò che non può vedere.

Perché è quello che rafforzerà la sua decisione.

Quando sceglierà di farti la proposta, vorrà dire che avrà preso una decisione.

MA…

E’ l’acquisto di una casa.

Non è una maglia.

Non decidi che va bene quella e la prendi il giorno stesso.

“Ecco signora, questi sono i soldi, mi lasci le chiavi. Bene! La accompagno alla porta. Arrivederci!”key-1462343_960_720

Nella stragrande maggioranza dei casi, ne entrerai in possesso settimane o mesi dopo.

E sai cosa avviene durante tutto questo tempo?

Che cercherai delle conferme.

Il tuo acquirente, cercherà in ogni aspetto della trattativa che lo porterà al giorno dell’atto, la conferma che sta facendo la cosa giusta.

E se in ciò che ancora non ha visto, troverà degli aspetti oscuri, poco chiari o delle incongruenze, sarà molto probabile che lo allontaneranno in modo proporzionale al suo interesse dalla decisione finale.

Se ancora non si sarà proposto formalmente, mettendo nero su bianco, magari non lo farà.

Oppure lo farà, ma indovina a quale condizione?

ESATTO!

Il prezzo.

E’ la prima cosa che si tira in ballo.

Perché dai un valore alle noie ed alla paura di correre un rischio.

Quindi, regola numero uno:

Prima di abbellire la casa, elogiarla ai tuoi visitatori o altro, sistema la documentazione.

Una casa con la documentazione in ordine, ti farà ottenere il miglior risultato.

Poi ci sono le questioni pratiche.

Sai come affrontare gli interessati al tuo appartamento?

Sai come presentare il tuo appartamento, in modo che le cose che dici non ti facciano risultare un tantino di parte?

Sai come capire se sta andando bene o se stai facendo vedere la tua casa solo a dei perditempo?

Sai cosa fare difronte ad una proposta per il tuo immobile?

E’ importante che tu faccia vedere casa tua alle persone giuste.

Sembra una frase superficiale.

Ma non è così in realtà.

Altrimenti non esisterebbe un determinato modo di fare gli annunci immobiliari:

AFFARONE!

IMPERDIBILE!

CONFORTEVOLE!

DA VEDERE!

PER AMATORI!

Veramente hai bisogno di aggiungere degli aggettivi che convalidino e giustifichino la tua richiesta?

Oggi, con l’avvento e il consolidamento di internet, siamo circondati di informazioni e chi cerca casa concretamente, acquisisce capacità di giudizio e preparazione.

E sa che se trovano l’aggettivo “confortevole”, in realtà significa piccola.

O, “per amatori”, sarà una catapecchia sparata ad un prezzo impronunciabile.

O, “affarone”, “imperdibile” e “da vedere” potranno essere utilizzati per velocizzare la ricerca di un acquirente, perché magari la necessità è impellente…

Sai chi non codificherà e tradurrà queste espressioni?

Quelli che sono all’inizio della loro ricerca.

Che devono girare e girare per capire che poi forse non volevano un tre locali ma un due e che forse andare a vedere case che sono 100.000 euro oltre il loro budget non è proprio la strategia migliore.

I perditempo.

E no. Scrivere “No perditempo” non ti aiuterà ad evitarli.

Altra cosa importante.

Il tempo.

Secondo te, in quanto tempo è giusto pensare di poter vendere un appartamento?

3 mesi?

6?

Un anno?

E se ti dicessi che su Milano per appartamenti di taglio comune sono mediamente 60 giorni?

O forse pensi che la vendita avvenga dopo un numero medio di visite?

Qualche settimana fa ho venduto un appartamento (tra l’altro non proprio di taglio medio, 170 mq…) con un solo appuntamento.

Sfortunatamente per me, non è la norma… La considero comunque un’eccezione.

Ma la modalità per cui è avvenuta, sono i 3 concetti cardine su cui si fonda il nostro metodo lavorativo:

  1. L’IMMOBILE DEVE ESSERE PROPOSTO AD UN PREZZO CONGRUO

    Il prezzo dell’appartamento deve rientrare nei parametri accettati da chi è REALMENTE intenzionato a comprare una casa.

    Giusto per precisare. Chi è realmente intenzionato a comprare una casa, è quell’individuo che ha già i soldi in tasca e che sta aspettando il momento giusto per tirarli fuori e metterli nelle mani del proprietario.

    E se deve fare un mutuo, sa già quanto gli daranno ed in quanto tempo.

    No. Non è il tuo collega che ti racconta di quanto valgono oggi le case perché lo ha saputo dal vicino che ha venduto.

    E non è nemmeno il prezzo che vedi sugli annunci dei portali.

    Il prezzo “papabile”, è una valutazione che solo un serio e preparato conoscitore del mercato immobiliare ti può dare.

    Perché ha i dati in mano.

    Al di là della sua opinione personale (ebbene sì anche noi abbiamo i nostri gusti e ci sono case che ci piacciono più di altre), abbiamo le statistiche REALI degli appartamenti che sono stati venduti nel breve periodo.

    E conosciamo, non tanto IL VALORE di un immobile, ma quello che un VERO acquirente, è disposto a spendere in due palazzi diversi nella stessa via.

    E sappiamo quanto conta un piano piuttosto che un altro. O un’esposizione. O la grandezza di un locale. O quanto incide la posizione rispetto al tessuto sociale di una zona.

    Ma soprattutto, conosciamo bene, quanto la possibilità di raggiungere un determinato prezzo, sia l’insieme di tutti questi fattori e di tanti altri ancora.

    Tu puoi farlo?

    Il rischio è che se esci con un prezzo sbagliato, la tua vendita, sarà compromessa.

    Il tuo appartamento non sarà quello scelto da chi è pronto all’acquisto, rispetto a ciò che si trova sul mercato.

    E in seguito per muovere le acque, dovrai scendere con la richiesta iniziale, in totale autonomia.

    Senza che sia la proposta di un interessato alla tua casa, a farti considerare una trattativa.

    Non è proprio una bella posizione in cui trovarsi in una trattativa.

    Prova a pensare un attimo:

    Immagina di dover promuovere la tua casa alla vecchia maniera degli strilloni.

    Sei lì, addobbato con tanto di cartellone da uomo-sandwich, su cui è descritta la tua abitazione.

    Grande titolone. Caratteri che attirano l’attenzione. Elogiando i vari pregi.

    E nel frattempo gridi:

    “VENDESI! INCREDIBILE OFFERTA! VENDESI APPARTAMENTO A SOLO … (immagina una cifra al di sopra del prezzo di almeno il 30%).”newsboy-146954_960_720

    Sì certo ti guarderebbero in molti. Magari facendo sorrisetti. Qualcuno sarebbe stupito. All’inizio… Poi tutti passerebbero oltre.

    E’ quel tipo di curiosità che ottiene, chi attira molto l’attenzione su di se.

    Non sull’oggetto.

    Invece a te, serve quello che, si avvicina, legge attentamente il tuo cartello e che autodetermina che ciò che stai dicendo e chiedendo è sensato.

    Sì perché la missione del venditore di una casa, non è convincere i visitatori che il prezzo che chiede è giusto.

    Parti male! Parti da una posizione troppo lontana rispetto all’acquirente!

    Non puoi veramente credere di avere il potere di indirizzare la decisione di uno sconosciuto a darti il grano in mano semplicemente perché gli decanti il tuo appartamento!

    L’ho detto poco fa. La conoscenza è potere.

    Ed anche per la casa ad oggi, con internet, i portali, i blog, e tante altre fonti immediatamente consultabili e verificabili, capire se un prezzo è congruo o vicino alla reale posizione di mercato, è una cosa da alunni di scuola media.

    Quindi il primo passo è porre l’appartamento in vendita ad un prezzo che può essere percepito da chi viene a vederlo, come corretto.

    Il che non vuol dire che è sbagliato puntare in alto. Non c’è un listino prezzi delle case.

    Io vendo un oggetto, io faccio il prezzo. Ma chiedere il 30 % in più di un valore percepito come valido, non è puntare in alto. E’ folle. E’ non voler realmente vendere.

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  2. IL MONOPOLIO                                                                                                                         Forse giustamente molti pensano che il monopolio sia una situazione scorretta e sbilanciata di mercato. La liberalizzazione di molti settori, dapprima gestiti in monopolio (telefonia, elettricità, gas), ha sicuramente creato molte nuove opportunità, ma anche qualche nuova problematica da affrontare. Ma a noi non interessa questo.  Le aziende che hanno perso questa posizione di estremo vantaggio, pagherebbero oro per poter essere nuovamente gli unici attori del loro settore.Hai già capito dove sto andando a mirare?Il libero mercato, crea concorrenza, e il consumatore, acquirente, soggetto pagante, utente, insomma, colui che alla fine deve tirare fuori la pecunia, dove credi che si rivolgerà, per un prodotto che è lo stesso per tutti coloro che lo propongono senza alcuna differenza specifica?Solo da chi lo farà pagare di meno.

    La tua casa è una.

    Se la dai a più agenzie, non è che ad una gliela fai vendere con il balcone, all’altra aggiungi la cantina ed all’altra ancora, anche il box…

    La tua casa è una. E’ quella.

    E’ quella cosa che in termini finanziari si chiama commodity.

    Cito da Wikipedia:

    Commodity è un termine inglese che indica un bene per cui c’è domanda, ma che è offerto senza differenze qualitative sul mercato ed è fungibile, cioè il prodotto è lo stesso, indipendentemente da chi lo produce, come per esempio il petrolio o i metalli.””

    Cioè, non puoi fare la tessera punti per attirare il tuo acquirente a comprare la tua casa come fa il benzinaio della tal marca che deve lottare col concorrente che vende la stessa cosa ed ha il catalogo dei premi…

    Vuoi utilizzare i servizi di un’agenzia? Bene. Probabilmente è la scelta più saggia.

    Promuovere professionalmente una casa ed organizzare tutto ciò che ne consegue è un lavoro a tempo pieno.

    Ma scegline una!

    Darla a più competitori sullo stesso mercato, non fa altro che svalutare il tuo appartamento.

    Ciò non vuol dire che devi rinunciare ad una pluralità di mediatori, che è un vantaggio perché sfruttare i contatti di più agenti è sempre un’arma in più.

    Ma scegli un’agente che abbia una sua rete di collaboratori. E tieni solo lui come referente.

    In modo che organizzerà appuntamenti e pubblicità, per poi poterne tenere traccia, ricavandone le giuste considerazioni utili a capire l’andamento della vendita.

    Perché, ad esempio, devi correre il rischio di far venire due volte una persona, che prima l’ha visto con un’agenzia, poi si è dimenticata di averla già vista ed è tornata a vederlo con un’alta agenzia, facendoti perdere prezioso tempo?

    Perché devi dare l’impressione che tu sia particolarmente disperato nel mettere in vendita la tua casa, perché in rete ma sulla stessa pagina, ci sono cinque annunci di agenzie diverse del tuo immobile?

    Perché poi spesso c’è il lato grottesco della situazione.

    Prezzi leggermente diversi.

    L’agente che per fare la furbata lo abbassa di mille euro in meno rispetto al concorrente e che aggiunge 3 metri quadri in più rispetto all’altro.

    Stai vendendo una casa.

    Devi dare, sin dall’inizio, sensazione di fiducia a chi deve tirar fuori fior di quattrini per darli ad uno sconosciuto…

    Se invece proprio vuoi fare autonomamente, almeno organizzati come un professionista.

    Prepara una scheda immobile con tutte le informazioni basilari.

    Fai delle foto chiare (ai locali non agli arredi…), esplicative e che mettano in rilievo i punti di forza della tua casa (non photoshoppare nulla! Quando poi vengono a vedere la casa, si crea solo un fastidioso equivoco).

    Assicurati inoltre che NESSUNO metta in rete il tuo appartamento.

    La rete trova tutto. Se più agenzie lo pubblicano sul proprio sito, la rete li scova. E torniamo al problema di cui sopra.

    Se ritieni di concedere le visite ad un’agenzia che vuole portarti un suo cliente fidato, specifica chiaramente che non deve pubblicizzare l’immobile.

    E fissa subito le condizioni a cui venderai.

  3. LA LIBERTA’

Spesso sugli annunci di vendita di privati trovo: NO AGENZIE.                                         Non è nostra politica aziendale infastidire quotidianamente chi ha fatto questa scelta, come avviene invece in molti casi nel mio settore, da parte di ragazzini buttati a fare il lavoro sporco da gente senza scrupoli.

Sono lì. Che citofonano e citofonano e telefonano e poi tornano a citofonare e a telefonare…

Ammetto però che se vedo un annuncio di un appartamento che è particolarmente interessante per qualche nostro cliente che si è affidato a noi per la ricerca del suo immobile, un contatto superficiale lo cerco.

Faccio presente che rispetto la scelta e chiedo semplicemente la possibilità di far vedere la casa ad un cliente specifico senza cercare l’incarico o il mandato, offrendo tra l’altro al venditore un’opportunità concreta di vendere casa.

La reazione, il più delle volte è: “Certo, venga pure a vederlo e poi se va bene può portare il suo cliente, ma io glielo dico subito eh, voglio essere molto chiaro, io non do esclusiva e non firmo niente eh!”.

In realtà, sono straconvinto, che la paura di questi poveri venditori che si sentono pressati da quegli elementi, che lasciamelo dire, sono tutto, fuorché professionisti immobiliari, (quelli che citofonano e telefonano in modo ossessivo i malcapitati che hanno deciso di fare da se), dicevo, la paura vera, è di firmare un qualsiasi contratto capestro che li vincoli per X mesi, senza avere poi la possibilità di uscirne per qualsiasi motivo, se non pagando una salata penale.handshake-36806_960_720

E quindi, dichiarare che non si vuole dare l’esclusiva o il mandato, nell’immaginario collettivo di chi lo afferma, vuol dire evitare di trovarsi in quella situazione lì.

Quella in cui hai le mani legate.

Ebbene, tieniti forte.

Ti svelo un segreto: quella cosa non è l’esclusiva,

è L’IRREVOCABILITA’.

Il non poter sciogliere un contratto se non pagando una penale.

NON farti abbindolare! Tu DEVI essere il padrone assoluto di casa tua. Non farti ingannare da questa clausola!

Il nostro metodo operativo, prevede che tu sia libero fino alla fine, di decidere in qualsiasi momento se voler promuovere la vendita della tua casa con noi o no.

Perché?

Perché del ‘doman non v’è certezza’.

Se hai un qualsiasi motivo PER TE valido per sospendere una promozione alla vendita, hai tutto il diritto di fermarti.

Ovviamente parlo della fase della promozione.

Perché se sei nella fase successiva, ovvero quella in cui hai accettato, firmando, una concreta proposta scritta, incassando anche una caparra, coinvolgi anche gli interessi di un’altra persona.

Ed a quel punto non puoi più fare solo quello che vuoi tu.

Ma se ci hai affidato il tuo immobile e domani cambi idea, perché ti stiamo antipatici, perché hai vinto al Superenalotto, perché non ti trasferisci più, ecc., DEVI ESSERE LIBERO!

Il nostro incarico alla vendita è esclusivo ma, revocabile.

Per un monolocale, un bilocale od un trilocale, non prendiamo un incarico di vendita per più di 60 giorni.

E se non ritiriamo una proposta di acquisto entro i 60 giorni e tu vuoi che proseguiamo, la provvigione che richiediamo è dimezzata.Proprio così! E già la provvigione che chiediamo per occuparcene è molto adeguata al servizio che offriamo.

 

Vuoi una valutazione della tua casa per considerare l’eventualità di una futura vendita?

Se richiedi la nostra valutazione gratuita entro il 30 di luglio, in caso di vendita futura (entro un anno dalla data della nostra visita) avrai uno sconto del 50% sulla provvigione che applichiamo.

Contattaci utilizzando il modulo qui sotto per avere tutte le informazioni!

 

 

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COME SI COMPRA UNA CASA? (parte seconda)

Ben ritrovato!

Eravamo arrivati proprio qui:

LA PROPOSTA DI ACQUISTO

La proposta di acquisto è un documento in cui ti proponi, appunto, all’acquisto dell’immobile che hai scelto.

Di norma è accompagnata dal termine “irrevocabile”, il che prevede che una volta compilata in tutte le sue parti e firmata, non potrai tornare indietro sulla tua decisione o modificarne i dettagli.

Cosa contiene e cosa inserire in una proposta d’acquisto?

Intanto la proposta deve essere indirizzata al proprietario dell’immobile oggetto della stessa. O a chi ha titolo per decidere se accettarla (amministratore della società, procuratore, ecc.).

Dopodiché, dovremo inserire i nostri dati anagrafici, completi del nostro documento d’identità e di tutti i dati utili alla nostra identificazione.

N.B.

Possiamo fare una proposta d’acquisto anche se sappiamo che all’atto di compravendita, il rogito, sarà un’altra persona ad intestarsi la casa e quindi a firmare davanti al notaio.

Ovvia raccomandazione, se lo facciamo, in quello stesso momento ci carichiamo della responsabilità di rispettare i termini del contratto.

Quindi assicuriamoci che la persona che rappresentiamo e che ci ha incaricati di farlo, sia affidabile…

Successivamente, andremo ad identificare l’oggetto del nostro interesse. L’immobile.

Per identificarlo in modo inequivocabile, abbiamo un solo modo, indicare gli estremi catastali.

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Ogni immobile ha i suoi dati identificativi che lo rendono unico.

E’ un insieme di coordinate fisiche e fiscali.

I primi dati indicano la posizione fisica.

Il foglio, il mappale (o particella), il subalterno ed infine il piano.

Ciò che ci dicono il resto dei dati invece, la zona censuaria, la categoria, la classe, i vani e la rendita catastale, ci informano del valore fiscale dello stesso.

Ovvero ci danno la possibilità di conoscere quante imposte pagheremo per l’acquisto e per le eventuali tasse sulla casa presenti nel nostro comune.

Una proposta senza gli estremi catastali, è una proposta con una grave carenza.

Dopo aver identificato l’immobile in modo certo, è buona cosa, dichiarare alcune specifiche sullo stato in cui si trova.

Ad esempio se gli impianti della casa (elettrico e termo-idraulico) sono a norma.

Il che, se così viene dichiarato dalla proprietà, vuol dire che devono essere accompagnati da specifiche certificazioni di conformità, che solo le aziende che hanno eseguito i lavori di costruzione o di messa in opera, possono rilasciare.

APERTA PARENTESI:

Spesso negli anni passati (soprattutto fino ai primi anni del 2000) era abitudine farsi aggiornare l’impianto da un amico capace o addirittura nel caso di buone doti di fai da te, anche in proprio.

Questi impianti, non sono ufficialmente a norma.

Se però eseguiti, nel rispetto totale delle regole della normativa in vigore, è possibile contattare un tecnico che possa certificarli, apportando le neseal-36967_960_720cessarie modifiche.

E’ importante precisare comunque, che, NON VI E’ ALCUN OBBLIGO di vendere un immobile con gli impianti certificati.

E’ invece obbligatorio da parte della proprietà, fornire le dichiarazioni di conformità qualora la stessa dichiari di vendere un immobile con gli impianti a norma.

CHIUSA PARENTESI.

Oltre a questo è importante anche dichiarare se l’oggetto è a norma a livello urbanistico e catastale.

Ovvero se lo stato di fatto è come presentato sulla planimetria ufficiale.

Ed è importante indicare se sullo stesso, gravano delle pendenze o delle ipoteche e stabilire quali obblighi comportano verso le parti.

Se ad esempio vi è un’ipoteca per un mutuo in essere della proprietà, è buona cosa indicare che questo mutuo e la sua ipoteca, vengano rimossi dalla proprietà a sue spese entro il rogito.

Un altro dettaglio importante è indicare le spese condominiali che ci sono state indicate.

Tutte queste precisazioni da inserire sul contratto, ci consentono di mettere hands-460872_960_720allo scoperto la realtà dell’immobile che stiamo acquistando.

Perché in seguito alla firma della proprietà, che accetterà la nostra proposta, il venditore stesso, non potrà dire, di essersi dimenticato di dirci qualcosa…

Ed infine il punto fondamentale della nostra offerta: il prezzo e le condizioni in cui intenderemo adempiere al pagamento.

Una volta stabilita la cifra che offriamo, è importante anche stabilire come pagheremo e in che tempi.

Innanzitutto lasceremo una caparra, per vincolare la nostra proposta e renderla “forte”.

Ed indicheremo se integrarla con un altro, o altri, versamenti successivi all’accettazione del proprietario o andare direttamente al rogito.

Infine, stabiliremo la data entro la quale andremo dal notaio per il saldo e diventare proprietari della nostra nuova casa.

Perché la caparra.

La caparra è il rafforzativo della nostra proposta.

E’ infatti la cifra che noi siamo disposti a perdere, nel caso in cui in seguito all’accettazione della nostra offerta da parte del proprietario, volessimo cambiare idea.

5474208473_0ac7f9db93_oE’ il gesto con cui stiamo comunicando al proprietario, che la sua casa ci interessa realmente. E che mai torneremmo indietro. E che anche se lo facessimo, per qualsiasi motivo, saremmo disposti a perderci dei soldi.

Forse sembra un’esagerazione, ma prova ad immaginare questo scenario:

stai vendendo la tua casa.

Hai numerose persone che vengono a vederla ed ottieni anche delle buone impressioni.

Fino a che finalmente trovi un interessato che ti presenta la sua offerta.

Vi accordate sul prezzo, sulle tempistiche, ma non ti lascia nulla come caparra.

Il rogito è tra due mesi.

Fissi anche l’atto dal notaio e nel frattempo anche tu prendi accordi per trasferirti nella tua prossima abitazione e magari tu, la caparra al tuo venditore l’hai lasciata.

Organizzi il trasloco, versando anche degli anticipi.

E idem per i nuovi arredi.

Ora, immagina, il tuo acquirente, non si presenta all’atto.

E solo in quel momento scopri, con grande amarezza, sconforto e rabbia, che non fisserai neanche più una nuova data. Perché il tuo interlocutore, la tua casa, non la vuole più…

Certo, potrai chiedergli i danni. Ma sappiamo molto bene tutti come funziona la giustizia nel nostro paese e soprattutto con che tempistiche…

Anni? Per ottenere il giusto risarcimento? O una sofferta soluzione di riparazione inadeguata?

Ecco, la legge non ti impedisce di chiedere comunque il danno, anche nel caso in cui ti abbiano versato la caparra, ma il potere di questa è di far desistere fino all’ultimo chi nella trattativa è tentato a cambiare idea.

A tal proposito è utile aggiungere due cose.

Primo: l’entità della caparra deve appunto essere “capace”. Nel termine proprio del contenimento dei disagi economici che possono verificarsi.

Ovvero deve essere una cifra che comprenda le eventuali spese che il venditore dovrà affrontare per giungere all’atto.

E deve essere congrua. Più la somma è significativa, più sarà sconveniente rinunciare al rispetto dell’accordo.

Secondo: una volta che il proprietario accetta l’offerta, la caparra diventa valida per entrambe le parti.

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Il proprietario che accetta la proposta, si impegna a sua volta a rispettare l’accordo, mettendosi in gioco per la stessa cifra e quindi la caparra diviene uno strumento che tutela anche l’acquirente, nel caso che sia il venditore a non voler più procedere.

Per quest’ultimo si parla infatti di restituire “il doppio della caparra”, perché restituisce quanto versato dal proponente più la stessa cifra.

Detto questo, è anche bene precisare che a meno di disponibilità illimitate, non si esageri con la caparra. Di norma versare tra il 10 ed il 30 % è considerato giusto.

In caso di inadempienza poi, non vi è una motivazione che sia più valida di un’altra.

Ovviamente si sta parlando di causali individuali o di imprevisti di forza maggiore.

Se vi è un comportamento fraudolento di una delle parti (ad esempio il proprietario non vuole togliere l’ipoteca), non possiamo noi acquirenti essere additati come inadempienti…

Abbiamo compilato la nostra bella ed irresistibile offerta ed abbiamo allegato ad essa il nostro assegno di caparra.

Ed ora? Che succede?

Lo scopriremo presto!

ALLA RICERCA DELL’ “AMATORE”, FIGURA ESISTENTE O FIGURA MITOLOGICA?

Delizioso appartamento con giardino in fase di ristrutturazione, piano terreno mq. 100 circa con 54 mq di giardino. 2 camere, doppi servizi, soggiorno e cucina abitabile. Immobile particolare da amatori. Classe energetica in fase di definizione.

oppure

Si tratta di un vero pezzo per amatori offerto a un prezzo assolutamente equo. L’appartamento si trova in posizione eccellente nel centro della città e non confina direttamente con nessun’altra unità abitativa: caratteristica rara per un immobile in centro città. È proprio questo aspetto e le ampie finestre che permettono all’appartamento con una superficie netta di 113 mq di essere inondato dalla luce del sole a tutte le ore del giorno. L’immobile è in ottimo stato e i due bagni sono persino stati completamente ristrutturati pochi anni fa. Soltanto la sostituzione delle porte interne e delle finestre dovrebbe essere presa in considerazione in un prossimo futuro. Da ciascuno dei 5 locali si può godere di una vista sul verde circostante e l’appartamento è perfettamente riparato dal traffico cittadino. A parte è possibile acquistare un garage. Se questo straordinario immobile Vi interessa, contattateci!

e ancora:

MARE , LUCE E TRANQUILLITA’. Per soggiorni in totale relax, proponiamo ad amatore, piccolo bilocale arredato in palazzina immersa nella pineta. Ingresso indipendente, balcone, terrazzo, box auto di ampie dimensioni. Parzialmente ristrutturato, infissi esterni appena rifatti, riscaldamento autonomo a gas metano, porta blindata.

Ecco, spesso mi capita di imbattermi in inserzioni tipo queste sopra.

Oggi il marketing immobiliare, ti insegna che devi focalizzare la tua pubblicità, affinché tu possa colpire precisamente un ben definito target di pubblico.

 

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Per questo ha sempre funzionato, anche in tempi non sospetti, negli annunci immobiliari, il piccolo “aiutino”, che indica a chi può essere rivolto l’oggetto in questione.

E quindi, le indicazioni delle inserzioni tipo: “ideale per giovane coppia”, “appartamento per famiglia”, “ottimo per investimento”, “perfetto per single”, “comodo con la stazione, l’ospedale, l’autostrada… ecc., ecc., ecc.”, hanno sempre sortito un buon effetto, arrivando anche a dare un risultato, quando non utilizzati impropriamente o inflazionati.

Ovviamente c’è tutto un mondo dietro ognuna di esse.

Pare scontato chiederlo, ma ad esempio se l’appartamento è un monolocale di 18 mq, quale dei suggerimenti qui sopra utilizzeresti?

Forse hai pensato al single.

Perché è appunto solo, e quindi il mini-mono-locale, è un taglio sufficiente.

Forse acquisterà un appartamento di un taglio molto piccolo, perché sa che lo utilizzerà, solo poco tempo.

Nell’immaginario comune, la mente subito si sofferma a pensare ad un giovane ragazzo, un professionista, l’impiegato neo-assunto della multinazionale di turno che lavora dalle 7 del mattino sino a tarda sera, sei giorni su sette. Non rincasando nemmeno per pranzare.

Utilizzerà la cucina solo per farsi un caffè. Forse qualche pasto frugale. O forse una cenetta romantica.

Ma il più delle volte prevarrà il take-away o la pizzeria sotto casa.

Vero.

Ma probabilmente se dovrà permanere solo per pochi anni (uno, due, forse tre), non dovrà necessariamente acquistarlo.

Basterà trovare un appartamento in affitto. Per poi vedere cosa ne sarà della sua vita e del suo futuro.

E quindi?

Ancora convinto che il 18 mq sia per il single?

E sì, ti assicuro che esistono veramente appartamenti di 18 mq…

Il target potenzialmente corretto per questo mini-appartamento è l’investitore. Che acquisterà per mettere a reddito.

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Perché, molto probabilmente, con una spesa
congrua, avrà la soluzione giusta da proporre proprio al single, che, in partenza per la sua nuova carriera, vita o avventura, magari non avrà messo a budget l’acquisto di una casa, ma l’affitto sì.

Con questo non sto dicendo che il single che viene a lavorare tre anni a Milano, la casa non se la potrà comprare.

Sto semplicemente dicendo che è molto più probabile, statisticamente, che il single che si sposta in un luogo nuovo per lavoro o per qualsiasi altro motivo, parta con la locazione.

Il single e l’investitore, li abbiamo identificati, le altre figure a cui rivolgersi avranno anche loro un profilo più o meno delineabile.

Bravura del professionista o di chi pubblica l’inserzione, sarà sempre capire a chi è più adatto l’immobile.

Ma l’amatore?

Cos’è esattamente l’amatore?

Da Treccani online:

1. Chi o che ama; che ha amore, inclinazione, trasporto verso un determinato oggetto: es. amatore dell’onestà; amatore degli studi, delle arti; amatore della campagna, della vita semplice.


2. Chi si diletta di qualche cosa: un amatore della caccia; un amatore dei cavalli. Sul modello del francese. “amateur”, appassionato ricercatore, collezionista (specialmente di opere d’arte, cimeli, libri antichi e similari): ho venduto il quadro ad un amatore;

prezzo da amatore o da amatori: prezzo a cui un oggetto d’arte o di collezionismo viene offerto in vendita, determinato non dal suo valore intrinseco ma dall’interesse e dalla richiesta da parte di ricercatori e collezionisti.

3. Nel linguaggio sportivo, sinonimo (oggi poco usato) di dilettante.

Mi sentirei di escludere subito la prima definizione.

Chi sta cercando un appartamento per una reale esigenza abitativa da soddisfare, non potrà mai amare un oggetto che ancora non conosce.

Amerà forse il suo ideale.

Ma nemmeno, perché se anche avesse una casa dei sogni in mente, anche questa idea di casa, non sarà amata, ma bensì, ambita.

Tanto più, come potrà mai amare una casa di cui vede solo un’inserzione e qualche immagine, messe insieme allo scopo apposito di attirare persone interessate all’acquisto?

Escluderei, ma non del tutto, anche la terza. Il dilettante.

Vero, se sei alle prime armi con la ricerca di una casa, sei per forza di cose un dilettante. Ma grazie ad internet per lo meno, non sei allo sbaraglio.

Ma colui che cerca l’amatore per il proprio oggetto, ricerca una persona interessata, che ricada nella fascia della seconda definizione.

In poche parole un collezionista o come definito sopra ancor meglio:

…’prezzo da amatore o da amatori: prezzo a cui un oggetto d’arte o di collezionismo viene offerto in vendita, determinato non dal suo valore intrinseco ma dall’interesse e dalla richiesta da parte di ricercatori e collezionisti’…

Ora, se hai un immobile storico (classificabile come tale per una sua valenza storica riportata in qualche documento), una costruzione di particolare rilevanza architettonica (per via del suo progettista o dell’innovazione che rappresenta nell’ambito tecnologico) o qualcosa di simile, allora ok.

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Ma non mi si venga a dire di avere un monolocale o un trilocale da amatori, perché se esiste il collezionista di monolocali o di trilocali in condominio, lo voglio conoscere!

Davvero!

Non immagini quanti pezzi da collezione mi capitino da proporre! Tutti pezzi unici tra l’altro!

Va be dai. Scherzo.

In realtà lo so perché il proprietario di un immobile o chi fa la promozione dello stesso, ricerca l’amatore…

…per giustificare un prezzo esoso.

L’amatore NON ESISTE!

Anzi, specifico, giusto per escludere gli oggetti particolari a cui accennavo sopra:

L’amatore per il tuo appartamento in condominio o per la tua abitazione, perfetta, appena ristrutturata ed arredata da rinomato architetto e da rivista per carità, ma comunque “comune”, NON ESISTE!

Il mercato odierno pone il tuo appartamento e l’amatore su due piani completamente differenti.

E’ come se tu cercassi il prosciutto cotto di primissima qualità, dal gommista…

Quindi, due conclusioni.

Sei stato così ardito da indirizzare il tuo annuncio all’amatore?

Hai due problemi:

  • non hai definito un target di riferimento reale (il tuo annuncio non si rivolge a nessuno specificamente)

  • dai l’impressione (corretta aggiungerei io) che il tuo oggetto sia veramente caro, allontanando definitivamente anche chi poteva essere curioso nonostante la richiesta elevata. Stai effettivamente dicendo: “lo so che chiedo il 30% in più, ma li chiedo veramente e non mi muoverò da qui. Se non sei disposto a spendere il 30% in più per un immobile che appunto pagheresti meno da qualsiasi altra parte, non venire neppure a vederlo.”

Se invece ti sei imbattuto in un annuncio dedicato agli amatori, fai l’unica cosa sensata…

Passa oltre!

Hai un immobile “da amatore” da vendere, ma ti sei stufato di non ottenere risultati ed ora lo vuoi vendere davvero?

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Cerchi una casa “normale” e sei stufo di tutte queste case per amatori sparse per la città?

A presto!

A CASA DI CHI VORRESTI TROVARTI? QUELLA DI TIMMY, TOMMY O JIMMY?

Se hai in mente di vendere la tua, scegli bene! E’ di VITALE importanza!

La conosci la fiaba dei tre porcellini vero?

Quelli nel titolo, sono proprio i nomi dei ‘tre piccoli fratellin’.screen tre porcellini

Timmy è quello che costruisce la casetta di paglia. Tommy quella di legno. E Jimmy è quello…
…sveglio.

Come sicuramente saprai, la morale della favola, è che bisogna essere previdenti e farsi trovare preparati per affrontare le difficoltà e gli imprevisti che ci si presentano inevitabili.

Senza approssimazione o superficialità.

Le fiabe sono destinate ai bambini.
Ma non è proprio così.

Le fiabe in realtà sono destinate molto di più agli adulti.

Ovvero, ci vengono raccontante quando siamo bambini, più e più volte. Allo scopo di inculcarci in modo semplice ma allo stesso tempo indelebile, dei punti fermi, delle risposte pratiche ai problemi che incontreremo nel corso di tutta la nostra vita.

Prendendo a prestito altre fiabe, se ti bussasse alla porta una vecchina con un naso aguzzo ed un viso non proprio dolce e rassicurante e ti offrisse amichevolmente una bella mela luccicante, la accetteresti così, a cuor leggero?

Se noti qualcuno comportarsi in modo strano e oscuro, cercando però di apparire rassicurante quando proprio non lo è, stai lì a guardarlo pacifico chiedendogli come mai ha le orecchie grandi o denti tanto aguzzi?

Se ti accorgi che chi hai difronte cerca di comprarsi la tua fiducia, con fare suadente ed eccessivamente zuccheroso, usando parole mielose, che promettono condizioni esageratamente vantaggiose e del tutto sproporzionate a ciò che sarebbe necessario, ingolosendoti come un bambino davanti ad una casetta di cioccolato, il tuo pensiero, corre subito alla inquietante immagine di Hansel e Gretel davanti al forno dopo essere stati messi all’ingrasso?

Ecco. Come dicevamo le fiabe non sono propriamente per i bambini.
O meglio, vengono loro raccontate ma sono fatte per tornare utili in futuro. Tra l’altro nel tempo sono state epurate e ripulite da tutti i dettagli cruenti, presenti originariamente.

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Servono agli adulti perché ci mettono in guardia in modo rapido.

Una sorta di “bignami” del comportamento nelle situazioni di pericolo.

Sicuramente quando si è piccoli hanno un significato molto più vicino alle paure insite nei bambini ed all’importanza di seguire determinate regole e fare ciò che ci è stato insegnato dai nostri genitori.

Però quando cresciamo, prenderemo a prestito quell’informazione ormai assimilata, per difenderci da, pericoli, magari anche meno vitali come importanza, ma comunque, tanto subdoli ed insidiosi da rovinarci la giornata.

Perché, il meccanismo che attivano le fiabe, è che se ad un certo punto del tuo percorso ti capitasse di ritrovarti inaspettatamente da solo in un bosco, uno dei primi pensieri, se non proprio il primo, sarà quello di allerta.

Ovvero, quella sensazione di paura, di estrema attenzione, perché ti aspetti che da un momento all’altro, salterà fuori il lupo cattivo.

E se poi, effettivamente, fai lo sgradito incontro ed hai la fortuna di rimanere illeso, con molta probabilità, nel bosco, non ci metterai più piede!

Questo, anche se, fermandoti a ragionare a mente fredda, sai bene che nel bosco potresti incrociare anche un cerbiatto, degli scoiattoli, delle lepri, dei teneri ricci…

Però per te, nel bosco, ci sarà sempre e solo il pericoloso lupo cattivo.

Ora, se hai già avuto la sfortuna di avere a che fare con una certa tipologia di pseudo agenti immobiliari, che purtroppo popolano la fauna del mio settore, avrai sicuramente già incrociato parecchi lupi sulla tua strada…

E tu lo sai, il lupo cattivo in cerca dei porcellini un po’ spensierati, è sempre lì, dietro a quell’albero, pronto a balzare rapidamente addosso ai malcapitati di turno. NON PUOI dimenticarlo!

Bene. Anzi, mica tanto bene…

Dicevo, a te che purtroppo hai già incontrato il lupo, ci arrivo tra poco.

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Invece, per te che non lo hai ancora visto, ti do DUE  preziosissimi consigli, utili a riconoscerlo e tenerlo alla larga.

Segnatelo bene!

Il lupo, nel “bosco dell’immobiliare”, si riconosce per DUE caratteristiche peculiari:

  1. ti chiederà di firmare un contratto irrevocabile                                                                                                                            
  2. cercherà di ottenere un contratto a lungo termine (leggi oltre i tre mesi, che spesso sono già molti in sé);

Quindi, se hai deciso di vendere la tua casa e ti è capitato di entrare in contatto, con questo pericoloso predatore: comincia a correre! Scappa! Metti quanto più terreno possibile, tra te ed Ezechiele!

E precipitati letteralmente alla casa in mattoni!

Passa davanti alla casa di paglia di Timmy e non fermarti. Corri!

Sfreccia anche davanti a quella di legno! E magari urla a Tommy di scappare con te!

Raggiungi la casa più sicura.

Quella in mattoni.

Stai sul sentiero e segui le indicazioni.

Entra!

Io, che sono previdente, ti ho preparato una calda ed invitante tazza di tè, qui da Jimmy.

So che senti già l’aroma che si diffonde appena apro la porta!

Se preferisci, potrai gustarla tenendola calda tra le tue mani mentre siedi qui, sul balcone, guardando in basso il divertente spettacolo del lupo, che si sfiancherà a soffiare senza alcun successo.

Cosa fai?

Ti aspetto?

Fammi sapere che stai arrivando!

TI PREGO, NON MI DIRE CHE LA VUOI DARE A TUTTI!

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Immagino che anche tu, come il sottoscritto e come la maggioranza delle persone sane di mente, se reputi qualcosa, veramente preziosa, la tratterai di conseguenza.

Vi è mai capitato che un bel giorno vi mostrassero quell’orologio antico che il vostro bisnonno teneva sempre nel taschino? O l’anello di fidanzamento della bisnonna che si tramanda ormai di generazione in generazione?

Vi è rimasto particolarmente impresso in che modo si svolge questo rito?

Avete anche fatto caso al modo in cui viene preparato questo evento da parte di chi vi mostra l’oggetto?

Vi è qualcosa di magico.

Di norma l’oggetto è tenuto in un luogo segreto, o comunque a cui voi non avete mai dato importanza o prestato attenzione.

Anche il modo in cui viene tenuto in mano da chi ve lo porge è unico.

E’ un cimelio. E’ IL cimelio.clock-623168_640

Probabilmente è conservato molto bene. In una custodia inequivocabile.

Cioè, già dal contenitore si capisce che non è un oggetto comune.

C’è una sorta di sacralità.

Spesso mentre vi viene raccontato l’aneddoto su quell’oggetto o la storia in cui vi si dice quando cominciò ad essere utilizzato, o il perché viene custodito o ritenuto “particolare”, il tempo sembra fermarsi.

Inoltre probabilmente, se in quell’istante esatto osserverete gli occhi di chi vi mostra questo oggetto eccezionale, avrete la netta sensazione che qualunque parola detta possa essere suwedding-812967_640perflua.

Eppure quest’oggetto è un predestinato. E’ predestinato ad essere ceduto.

Nell’esatto momento in cui diverrà tuo, saprai che dovrai a tua volta lasciarlo andare.

Questo è ciò che avviene quando si ha a che fare con un oggetto per noi particolarmente caro perché ricco di significato.

Così, con le ovvie e dovute proporzioni, è la nostra casa.

La casa è un bene prezioso.

E non parlo del valore economico del bene, che comunque con molta probabilità è per la maggioranza delle persone, l’oggetto dal più alto valore venale che si troveranno a possedere nella propria vita.

Ma mi riferisco invece, al suo valore intrinseco e più profondo.

Raccolgo queste certezze ogni santo giorno del mio lavoro.

Ogni volta che vedo un appartamento, al fine di effettuare una valutazione che ne individui il valore commerciale, quando parlo col proprietario di quell’immobile, dove forse ha vissuto da piccolo e dove sono rimasti i suoi genitori fino alla fine dei loro giorni o dove è cominciata la storia della sua attuale famiglia, dove sono nati i suoi figli oppure quel piccolo monolocale dove ha passato intere notti a studiare per la laurea, ogni volta, all’inizio del confronto, non partiamo mai dallo stesso punto.

Ed è sacrosanto che sia giusto così!

Io effettuo quella che è una stima matematica. Un’operazione fredda.

Rilevazione del venduto, comparazione del mercato, valori al mq, parametri che si aggiungono o si tolgono (piano, esposizione, presenza o assenza di servizi condominiali come l’ascensore, ecc.).

Il proprietario, ci mette qualcosa in più su quel piatto. Qualcosa di unico. Qualcosa che solo lui può metterci.

Non potrà eliminare dalla sua mente il sacrificio economico, fatto anni addietro per acquistarla e per sistemarla e le attenzioni che avrà avuto nell’arredarla per adattarla alle esigenze sue o della propria famiglia.

Forse, come dicevamo prima, in questa casa ci saranno nati i suoi figli.

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Già. E’ proprio lì! A lato di quel letto matrimoniale che hai messo la culla.

E’ in quella stanza che le prime notti si è dormito (per modo di dire), insieme. E poi è da quell’armadio che sceglievamo i primi vestitini. E’ mettendoli nel lettino di quella cameretta che tutte le sere abbiamo loro letto un racconto.

Quegli stessi letti da cui ogni santa mattina, si doveva tirarli giù! E Dio solo sa, che fatica e quanta pazienza!

E lo stress delle corse per accompagnarli a scuola in orario!

E proprio nell’angolo di quella stanza, o magari in una stanza “sbagliata”, come forse la cucina, oppure nell’ingresso o in mezzo al salotto, non potremo guardare, senza immaginare di vedere ancora i loro giochi per terra.

E’ in questa cameretta che hanno studiato e sono cresciuti.

Ed è qui, in questa casa, che loro o magari noi, alla loro età, abbiamo ascoltato la “nostra” musica.

Aspettando la citofonata di un amico o di una amica… e le attese nostre o dei nostri genitori per le notti in cui si usciva.

E se siamo genitori, proprio guardando da quella finestra, che non ha una gran vista in realtà, ci vedremo molto di più. Perché è lì che noi guardando, riponevamo la nostra ansia e la speranza che ritornassero sani e salvi.

Oppure se eravamo noi a tornare, quante volte abbiamo buttato l’occhio su per vedere se i nostri erano svegli? Se la luce era ancora accesa?

Ed intanto, nell’attesa, proprio da quella cucina, proveniva forte l’odore del caffè o del te, compagno di quelle notti.

Quella cucina che ne ha viste.

Dalle cene frugali delle giornate terminate tardi per lavoro, ai pranzi in famiglia.

Magari qualche ricorrenza. Qualche Natale.

Forse quel piccolo segno sul pavimento ci ricorda anche qualche discussione. Quella volta che alla mamma parti il piatto…

Sul divano del soggiorno, tutt’altro che di design ormai, ci sarà forse l’impronta del nostro fidato cane o del nostro amato gatto, che qualcuno si premurava anche di mandare giù… ma in nostra assenza ritornava di soppiatto.

Per non parlare del profumo del ragù o dell’arrosto cucinato dalla mamma che pervadeva il nostro olfatto (e quello di qualche vicino invidioso…) salendo su per le scale, magari la Domenica a pranzo tornando dalla partita o dalla piscina.

Insomma, credo di avere reso perfettamente l’idea.

Ma ciò che è avvenuto in quella casa, quella sua storia unica per ognuno di noi, non può, non incidere, sulla considerazione di chi ci è vissuto dentro quell’oggetto.

Perché di oggetto si tratta.

Ma mai nessuno lo considera realmente tale. E’ troppo riduttivo.

Eppure sono sicuro di non azzardare, se affermo che ciò che avviene in gran parte all’interno delle nostre case, è la nostra VITA.

Ebbene, ora abbiamo preso una decisione importante in merito a questo bene così prezioso. Abbiamo infine deciso di venderla questa casa. Per mille motivi.

Perché con un bambino in più e il cane e il gatto proprio non ci si sta.

Oppure perché i nostri figli son cresciuti e sono usciti e tutti quei metri da pulire e quelle spese da gestire…

E chissà che altro.

Certo, terremo sempre stretti con noi i nostri ricordi.

Riusciremo a visualizzare ogni attimo vissuto lì anche dopo aver preso LA decisione.

Una di quelle più importanti della nostra vita.

E quindi, dopo aver deciso un SI’ ad una domanda così difficile e ricca di implicazioni, hai il lampo di genio!

Quale?

Decidi di affidarti a quante più agenzie immobiliari possibili, perchè “più ce n’è meglio è”, e dopo averlo fatto, non ricordi neanche più con quante agenzie hai parlato ed a quanti hai detto di occuparsene.

Oppure lo hai fatto perchè dopo aver messo l’inserzione ti hanno chiamato in mille e tu di dire sempre di no non ne hai più la forza e per sfinimento ti ritrovi in questo marasma.

Di solito, quando mi capita di parlare con questi proprietari, se va bene, mi dicono: “guardi sono già in cinque o sei ad occuparsene (e già mi dico: ma come? O cinque o sei!) ed ovviamente è superfluo dire che non ricordano neppure i nomi né delle agenzie né di questi individui.

Il problema è che poi queste agenzie partiranno in quarta. Come cavalli ai blocchi di partenza dopo lo sparo!

E cominceranno a chiamarvi per dirvi di questo o di quell’appuntamento. E dovrete gestire l’eventualità che non si sovrappongano. E se ve lo disdiranno, potrà succedervi che non saprete più, chi ha fatto cosa.

Credetemi, non è un’esagerazione. Sono situazioni che vedo tutti i giorni.

Il problema è che in questo modo state trattando quell’oggetto prezioso, come se fosse qualcosa da dar via in fretta. Come se fosse qualcosa da svendere. Perché l’importante è che arrivi qualcuno che se la prenda. E presto.

“No! Lo scopo non è quello!” “No io non ho fretta e non svendo!”

Mi sembra quasi di sentirla questa voce.

Ci mancherebbe altro dico io!

E già perché nessuno si sognerebbe di mettere in vendita il proprio appartamento (quello dove è accaduto tutto ciò di cui abbiamo parlato prima, ricordate?) scrivendo un annuncio che evidenzi la particolare fretta di realizzare, per un bisogno specifico qualunque (in realtà mi sono imbattuto in annunci simili, ma in fondo c’è anche chi si suicida nel mondo… oppure di solito, c’è sotto qualcosa).

Il vero problema qui infatti, non è ciò che si dice, ma ciò che traspare inevitabilmente.

Come al solito i fatti valgono molto più di mille, belle, parole.

Perché poi le varie agenzie incaricate, avranno di che sbizzarrirsi nel descrivere il vostro appartamento, elogiandone tutte le caratteristiche. E lo faranno proprio tutte. Chi bene, chi male…

Poi nel mucchio ci sarà chi scrive una cosa in contrasto con quella scritta da un altro, magari ci sarà il furbo che toglierà 500 euro al prezzo per far passare il suo annuncio davanti agli altri o per dimostrare di essere il più conveniente.

E ci sarà colui che aggiungerà qualche metro in più, per dimostrare non solo la convenienza ma il rapporto qualità “mq/prezzo richiesto”.

Insomma con tutto questo aggiungere o togliere nel sacro nome della “convenienza”, sapete di chi sarà quella convenienza?

Indovinato!

Inoltre otterrete di certo due effetti.

Il primo:

LO STORDIMENTO

Confonderete le idee, di chi sta cercando magari proprio una casa come la vostra.

Ma che non la sceglierà per diffidenza. Troppe informazioni e magari anche lievemente contrastanti fanno suscitare dei dubbi.

A voi non mai è capitato di non vederci chiaro in qualcosa e per tagliare la testa al toro, allontanarvi lasciando perdere e basta?

La fuga è una delle prime reazioni umane. E’ un comportamento ancestrale. E’ innato nell’uomo dalla notte dei tempi. L’evoluzione ce l’ha conservata. E funziona spesso meglio di altri istinti!

Oppure otterrete l’altro effetto, il peggiore.

Quello che io chiamo:

“L’EFFETTO VOLANTINO”

L’effetto volantino è subdolo, chi lo crea, nel 99% dei casi, non si rende conto di farlo. E quando si è creato, ormai, è troppo tardi per tornare indietro.

Sarà capitato anche a voi di ricevere periodicamente nella vostra cassetta postale, dei dépliant pubblicitari di questa o quella catena di Ipermercati o Supermercati, e fare un confronto su di un prodotto specifico, per vedere dove costa meno?

Ecco, il meccanismo è lo stesso.

Immaginate un potenziale acquirente.

Che non è detto siano tutti coloro che vengono a vedere la vostra casa.

Ma tra di essi c’è.

Questa persona, si è preparata. Perché realmente è alla ricerca di una soluzione.

Perché il processo decisionale dell’acquisto, si è già formato nella sua mente.

Le barriere mentali e gli ostacoli pratici, sono stati affrontati, risolti e superati.

Ora è pronto.

E questa persona, si è appunto come detto prima, preparata, guardando annunci immobiliari su annunci immobiliari. Setacciando dai portali più famosi, fino ai siti più disparati.

E poi si imbatte nell’inserzione del vostro appartamento…

Si imbatte una volta…, si imbatte due volte…, si imbatte tre volte…, quattro volte…

Ma non è sempre lo stesso annuncio.

Una volta è quello dell’Agenzia Verde Chiaro, l’altra è quello dell’Agenzia Verde Scuro, l’altra ancora è l’Agenzia Viola, poi l’Agenzia Rossa e a seguire…

Ma non è come gli altri! Questa persona non scappa.

E’ un Sapiens Sapiens impavido!

Balzana, gli spunta un’idea!

Comincia pazientemente a contattare tutte le agenzie che lo trattano e, soprattutto se rileva che non è nemmeno posizionato al prezzo corretto di mercato (perchè sì! chi cerca casa ed è pronto ad acquistare sa già a che prezzo, dovrà e sarà giusto, farlo. E’ PREPARATO! E consapevole più del venditore. No! Non esiste l’amatore!) non avrà nemmeno fretta, perchè con ogni probabilità sa che lo troverà ancora lì il giorno dopo.

E farà tutto ciò solo ad uno scopo: cercherà di capire dove potrà spuntare le condizioni a lui migliori.

Che dite, lo potete biasimare?

Dite la verità. Non sembra più una mossa così intelligente, vero?

Poi, per carità, forse la vostra casa, anzi probabilmente, anche per un fattore di probabilità, la venderete anche.

Ma il rischio concreto che non otterrete il miglior risultato possibile, è veramente elevato.

Io un consiglio finale ve lo do.

E prima che qualcuno mi faccia scoprire l’acqua calda, scrivendomelo; certo che in parte è interessato! E’ la mia professione!

Ma è anche la realtà.

Sceglietevi un agente immobiliare. Uno bravo. Uno che intanto abbia i requisiti per legge.

L’agente immobiliare deve essere abilitato a svolgere la sua professione. Ha un iscrizione in camera di commercio. Lo può provare con un tesserino. Evitate come la peste gli improvvisati. Quelli che vi dicono: “ma se vuoi sento un po’ io, metto in giro la voce, ti porto qualcuno…”

Scegliete qualcuno che nella promozione e nelle intenzioni, faccia il vostro interesse.

Qualcuno che abbia gli strumenti giusti per arrivare a pubblicizzare al meglio il vostro appartamento.

Qualcuno che sappia valorizzare la vostra casa, così come fareste voi.

Qualcuno che soprattutto, sia discreto nel trattare le vostre informazioni con degli sconosciuti.

Apro una parentesi sulla discrezione.

In realtà non si tratta di non fornire l’indirizzo esatto dell’immobile ad una telefonata (quello spesso viene fatto per nascondere agli agenti disonesti che chiamano i concorrenti fingendosi clienti interessatissimi, un’informazione che li potrebbe portare a scoprire il proprietario per poi scavalcare il collega).

No. Parlo della discrezione su informazioni personali.

Non avete idea di quanto girano le informazioni quando sono in mano a troppi in modo incontrollato.

Sovente mi è capitato il cliente, che venendo a vedere un appartamento con noi, mi guarda e mi dice: “Aspetti, in via Ratti 3? Non sarà mica la casa di quella signora che vive con la zia perchè ha litigato con la vicina dove abitava prima e ora non si possono vedere? Quella che ha il figlio che ha la bicicletta rossa appoggiata sempre alla ringhiera. Quella che…” e così via…

Se vuoi che il tuo “prezioso bene” venga trattato nel giusto modo, non dovrai permettere che ci mettano le mani tutti indiscriminatamente.

Noi quando riceviamo incarico dai nostri clienti di promuovere l’appartamento, chiediamo sì l’esclusiva. Perché così facendo possiamo vedere l’andamento della promozione che stiamo facendo. Permettendoci di misurarne l’efficacia. E capire se il bersaglio è alla giusta portata o c’è da raddrizzare la mira.

La conoscenza è potere.

E sapere quanti visitatori totali ha un annuncio o quante persone chiamano e quello che esattamente dicono è un vantaggio.

Perchè frammentare e disperdere queste preziose informazioni per nulla?

Alla fine non è tanto differente che volere la botte piena e la moglie ubriaca…

Per la paura di fidarci di qualcuno, si finisce coll’affidarsi a tutti…

E sembrerà una cosa da poco. Non ci impegnerà con nessuno vero. Ma a discapito di altri rischi.

Noi ad esempio non siamo per i contratti capestro.

Perchè conosciamo perfettamente, la paura del firmare qualcosa che poi solo pagando puoi annullare.

I clienti che si affidano a noi, sanno che lo scopo e di fargli raggiungere nel modo migliore possibile l’obiettivo prefissato.

Senza fronzoli.

Non ci guadagniamo nulla a tenere una casa in pubblicità.

A che può mai servire un incarico di sei mesi (!) o addirittura un anno (!!).

I nostri clienti sono ben felici di darci il loro appartamento, il loro bene prezioso, perchè sanno senza alcun dubbio, che se anche solo decidessero un’ora dopo di disdire tutto per qualsiasi motivo, lo potranno fare liberamente senza costi o penali assurde!

Scegli di essere SEMPRE il proprietario di casa tua.

Non farti appioppare un foglio che si trasforma in un guinzaglio o in un paio di manette.

Hai paura che un’agenzia sia poca?

Fantastico!

Anche noi.

Infatti, siamo ben felici di collaborare con altri professionisti accreditati. In questo modo risolviamo per te un’altra questione.

Quali professionisti scegliere e come?

Per nostro stesso ovvio e palese interesse, scegliamo i colleghi con cui collaborare, in modo da selezionare quelli più professionali e più performanti. Evitando quelli che si improvvisano e che non sono mediatori nel senso reale del termine. Che ti assicuro sono ancora troppi purtroppo e spesso si nascondono anche dietro ai marchi ritenuti più affidabili…

E così facendo, amplieremo il bacino d’utenza a cui rivolgerci. Potendo rivolgerci anche ai clienti fidelizzati di quei colleghi, seri professionisti.

Perché siamo i primi a pensare che l’unione fa la forza.

E per ultimo, ma non per importanza, avrete un unico referente da gestire, che prenderà a cura tutto ciò che gli direte e che gestirà le informazioni in modo univoco.

Darà lui le direttive ai colleghi fidati su cosa scrivere e dirà loro dove e come pubblicizzare l’immobile.

Senza sovrapporsi.

E quindi per concludere,

NON – DATELA – A – TUTTI!

E’ la vostra casa. E’ la vostra vita.

Merita di più.

Che ne dite?handshake-733239_640

Se vuoi conoscere nel dettaglio quanto consideriamo primarie le esigenze dei nostri clienti che decidono di vendere la propria casa, senza alcun impegno REALE, affidandosi a noi, contattaci!

Scrivici un messaggio qui:

A presto!

SCOPRI COME ANDARE A VEDERE UNA CASA PUÒ TRASFORMARSI IN UN’ESPERIENZA INFELICE!

Andare a vedere una casa a seguito di una selezione da parte nostra, di vari annunci pubblicizzati qui e là, dovrebbe essere una cosa abbastanza semplice e lineare.

Dovrebbe…

Perché in realtà, può diventare un’esperienza pessima. Ed anche se possiamo dirci che le brutte esperienze ci fanno crescere, possiamo altrettanto dire che se evitassimo di perdere del tempo, sempre più prezioso, saremmo sicuramente più felici.

Quindi, se abbiamo trovato degli annunci che hanno mosso la nostra curiosità, ed abbiamo deciso di andare a vedere quelle case, sappiate prima ciò che vi sto per dire.

PUBBLICITÀ’

Le inserzioni immobiliari sono come la pubblicità. Anzi, sono pura pubblicità. Se fatte bene, ottengono anche un buon riscontro nel catturare l’attenzione di chi legge.

Avete mai comprato un prodotto perché convinti delle sue proprietà eccezionali elencate nello spot?

Sicuramente nell’arco della vostra esperienza di vita vissuta avrete avuto anche delle delusioni.

Se siete nati o cresciuti negli anni ’70’ o ’80, ricorderete questo tipo di pubblicità:

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Non c’era internet per fortuna! E molti di noi non potevano accedere alle risorse economiche di famiglia per fare acquisti in contrassegno.

E come lo giustificavi ai tuoi quando il portiere gli consegnava il pacco degli occhiali ai raggi X per te?

Però sono certo che molti ragazzini, come ai tempi anche chi sta scrivendo, avranno fantasticato sul possedere oggetti da agente segreto o dalle sensazionali capacità tecnologiche.

Chi poi fu così impavido e coraggioso da rischiare, scoprì ben presto che ad esempio i famosi occhiali magici, non erano altro che questi:

occhiali raggi x verita

Gli occhiali c’erano, ma erano uno scherzo.

Peccato che l’inserzionista si era dimenticato di scriverlo. Alcune varianti prevedevano l’utilizzo di scritte “ridere ridere ridere” affianco all’immagine o appunto il riferimento alle “visioni insospettate”. Eh già.

Insomma, le aspettative del timido adolescente venivano sgretolate brutalmente.

Ogni forma di pubblicità, non vi racconta MAI la verità. O più precisamente, ometterà sempre qualche dettaglio o particolare.

Così in ambito immobiliare, non troverete mai: “Splendida vista sul muro di fronte, distante due metri” oppure: “Venite a sentire con le vostre orecchie a quanti decibel passa il treno sotto la finestra!”.

Piuttosto troverete, nel primo caso: “Molto tranquillo e riservato”, e nel secondo: “Comodissimo con la stazione!”

Quindi la regola è: se sapete cosa non volete assolutamente, ditelo perentoriamente al vostro interlocutore, affinché non vi faccia perdere tempo.

E’ assurdo dal mio punto di vista, ma ci sono ancora degli operatori immobiliari che tentano fino in fondo di non dirvi il piano di un determinato immobile o se vi è l’ascensore o meno.

Perché secondo loro, se arriva la nonnina di turno, riusciranno senza problemi a venderle quel quinto piano senza ascensore in casa d’epoca (i soffitti sono molto più alti…)

Quindi, STANATE l’infida tecnica di vendita (che poi vendita non sarà mai, altrimenti parliamo di circonvenzione di incapace…) e vi risparmierete un sacco di tempo e scocciature annesse.

E’ mia abitudine e dovrebbe essere quella di ogni agente immobiliare che si rispetti, fornire quante più indicazioni possibili a riguardo degli immobili che pubblicizziamo.

Quindi anche quando chiama il cliente che taglia corto e che mi dice: “Voglio vedere il tale appartamento!”, Io rispondo sempre nei casi particolari: “Ha visto che non è presente l’ascensore?” oppure “Sì, certo. Ha letto che è un piano rialzato?” ecc. ecc.

Vero che molte volte mi dicono “Ah no, non avevo visto” (e anche qui ce ne sarebbe da dire…), ma diciamo che magari non è un informazione evidente.

Mi pare di averlo già affrontato in un altro post, ma lo ripeto, ci sono portali che se al momento dell’inserimento dell’annuncio si compila il form indicando che non c’è l’ascensore, quando l’annuncio viene pubblicato, la voce “ascensore: sì”, sparisce del tutto. Che dite? E’ una mancanza voluta?

Certo, ai distratti o agli ingannati, passerà la voglia di vedere quello specifico appartamento, ma solo se quella caratteristica è per lui fondamentale.

Io la paura dell’agente immobiliare che non riesce a fare vedere l’appartamento non la capisco proprio.

Cos’è? Hai preso l’immobile ad un prezzo proibitivo per averlo a tutti i costi ed accontentare il proprietario, che ora non sai cosa dirgli se non ci porti nessuno? E quindi ci vado di mezzo io che di tempo ne ho ben poco! E forse ho anche dovuto prendere dei permessi o spostare impegni importanti, anche solo per stare con la mia famiglia, perché tu devi far vedere a quell’illuso che crede di trovare un pollo da spennare nel mercato immobiliare attuale, che stai facendo vedere l’appartamento?

Spero tu smetta di fare questo lavoro. Sinceramente!

Quindi, lo ripeto:

Fate quante più domande possibili.

Accertatevi sul piano, sulla metratura indicata, sul prezzo esatto e su cosa comprende. Sull’ammontare delle spese condominiali e su tutte quelle caratteristiche che magari vi hanno allettato. Un professionista serio, non sarà scocciato, anzi, sarà felice di non perdere, ma soprattutto di non farvi perdere, del tempo.

Poi c’è la visita. E la prossima volta vi dirò cosa è utile chiedere durante la visita e cosa è inutile.

Stay Tuned!

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BENVENUTI!

Ebbene sì! Abbiamo deciso di pubblicare anche noi il nostro blog!

Un’agenzia immobiliare con un blog? Perché?!

Perché ho sempre pensato che un’agenzia immobiliare debba essere uno strumento.

Uno strumento che possa essere utile alle parti in causa.

E’ vero che la funzione del mediatore è di metterle d’accordo. E che una volta che queste manifestano l’accordo trovato con le loro firme, il nostro lavoro è compiuto.

Ma credo che questo concetto debba essere ampliato.

Un’agenzia immobiliare viene a contatto con numerose situazioni, ogni volta differenti, ognuna con le sue variabili.

Un ventaglio di esperienze uniche.

E questa conoscenza, questa esperienza, deve essere messa a disposizione di chi vi si rivolge.

Insomma, per dirla in breve: perché rivolgersi ad un’agenzia immobiliare se non ne sapesse realmente più di noi?

Quindi lo scopo di questo blog, sarà proprio trattare tutti quegli argomenti che ruotano intorno alla intermediazione immobiliare.

Con la speranza che davvero le informazioni che saranno contenute qui, possano tornare utili a chi sta compiendo un passo molto importante della propria vita.

Ben arrivati quindi!