IL TUO AGENTE IMMOBILIARE, CONOSCE I COLORI?

Il mio lavoro è bello perché è vario.

Come il mondo.

Ricordo che la motivazione più forte che mi spinse ad intraprendere questa carriera lavorativa fu proprio la possibilità di venire in contatto con numerose persone.

E posso tranquillamente affermare che la mia curiosità circa il comportamento umano, fino ad oggi ne è uscita pienamente appagata.

Ho subito notato che molti comportamenti sono comuni a più persone.

Si ripresentano però con le mille sfaccettature che il carattere sviluppato dal singolo individuo condiziona. Ma sono comunque comportamenti comuni.

E’ come guardare una tavola di colori.

 

I primari sono solo tre.

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Poi in realtà ci sono le gradazioni e le sfumature, che rendono il mondo appunto più bello e vario.

 

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Ti starai chiedendo: Sì ma cosa c’entra questo col tuo lavoro?

Ti assicuro che c’entra. E ti illustrerò come lo faccia anche più delle case stesse!

La mia professione si svolge in più fasi.

La prima è l’acquisizione degli immobili che costituiscono il portfolio delle proposte (incarichi).

La seconda fase è la promozione dell’oggetto (pubblicità, inserzioni, marketing).

La terza è la gestione delle richieste che si ricevono per gli immobili promossi (contatti con le richieste, appuntamenti di visione).

La quarta è il ritiro dell’offerta per un immobile da parte di un interessato (proposta).

La quinta è la presentazione di questa offerta al proprietario dell’appartamento con l’obiettivo di raggiungere la conclusione dell’affare (accettazione).

La sesta ed ultima fase è infine l’assistenza alle parti in causa per arrivare all’atto finale (contratto, rogito).

In realtà le case, sono sì parte del mio lavoro, ma se ti soffermi a guardare l’insieme, noterai che sono più uno sfondo.

E’ scenografia.

La parte essenziale, sono gli attori!

Ciò che non cambia mai, se non per la seconda fase, anche se non è proprio così e ti spiegherò in futuro anche questo, è l’attività di relazionarsi con le persone!

Il lavoro di un buon agente immobiliare è relazionarsi con l’infinita varietà di persone con cui entra in contatto e con cui potenzialmente può concludere degli affari.

Se tralasciamo gli aspetti tecnici, che, parliamoci chiaro, devono essere scontati in ogni professione (cioè se sono un meccanico devo sapere cos’è un alternatore, se sono un elettricista devo conoscere cos’è la fase, se sono un cardiologo devo sapere cos’è l’aorta), insomma, tralasciando appunto le ovvietà, che per un operatore immobiliare, potrebbero essere la capacità di valutare un immobile, la capacità di redigere un contratto rispettando le norme legislative senza scrivere bestialità, e conoscere quale documentazione deve essere reperita per arrivare alla vendita ad esempio, un buon agente immobiliare, lo paghi, per la sua capacità di contrattare e di porsi tra le parti allo scopo di far raggiungere ad esse un fine comune, anche se, per ovvie ragioni, spinti da motivazioni diverse.

Quindi, tornando ai colori, il buon agente immobiliare, anche se io preferisco chiamarlo mediatore, perché è un termine più specifico e intuitivo circa l’attività che dovrebbe svolgere, DEVE saper riconoscere i vari colori, in modo dettagliato.

Deve cogliere le differenze, le tonalità e le sfumature, per trovare il giusto “abbinamento”, in relazione all’altro colore sul quadro.

E’ questa l’attività primaria della mia professione.

Tutto il resto lo dovete pretendere come standard. La preparazione di base, la “professionalità”, che oggi viene tanto sbandierata da molti, è il requisito minimo.

La stessa parola “professionalità”, a me spesso mette i brividi.

Ti rivolgeresti ad un chirurgo professionale o ad uno rinomato?

Andresti a mangiare in un ristorante con un cuoco veramente professionale o con uno bravo?

Chiameresti un idraulico professionale o uno in gamba?

Vedi che per alcuni lavori, certi aggettivi sono prioritari, rispetto all’evidenziare che sanno svolgere una professione (questo significa in realtà professionale)?

Quindi, partendo dalla convinzione che nel 2015 la professionalità sia il requisito minimo, certo, accertati che vi sia, ma se dovrai affidarti ad un agente immobiliare, cercane uno capace di parlare con le persone, capace di ascoltare le esigenze dell’interlocutore, qualcuno che abbia un minimo di empatia per comprendere il tuo obiettivo.

Cerca soprattutto questo.

Ad esempio, se parlandoci, noti un certo fastidio, una sensazione di incoerenza rispetto a ciò che ti aspetteresti da colui che dovrebbe fare il tuo interesse, scappa.

Di case ce ne sono tante, di mediatori validi, molti meno…

 

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