A CASA DI CHI VORRESTI TROVARTI? QUELLA DI TIMMY, TOMMY O JIMMY?

Se hai in mente di vendere la tua, scegli bene! E’ di VITALE importanza!

La conosci la fiaba dei tre porcellini vero?

Quelli nel titolo, sono proprio i nomi dei ‘tre piccoli fratellin’.screen tre porcellini

Timmy è quello che costruisce la casetta di paglia. Tommy quella di legno. E Jimmy è quello…
…sveglio.

Come sicuramente saprai, la morale della favola, è che bisogna essere previdenti e farsi trovare preparati per affrontare le difficoltà e gli imprevisti che ci si presentano inevitabili.

Senza approssimazione o superficialità.

Le fiabe sono destinate ai bambini.
Ma non è proprio così.

Le fiabe in realtà sono destinate molto di più agli adulti.

Ovvero, ci vengono raccontante quando siamo bambini, più e più volte. Allo scopo di inculcarci in modo semplice ma allo stesso tempo indelebile, dei punti fermi, delle risposte pratiche ai problemi che incontreremo nel corso di tutta la nostra vita.

Prendendo a prestito altre fiabe, se ti bussasse alla porta una vecchina con un naso aguzzo ed un viso non proprio dolce e rassicurante e ti offrisse amichevolmente una bella mela luccicante, la accetteresti così, a cuor leggero?

Se noti qualcuno comportarsi in modo strano e oscuro, cercando però di apparire rassicurante quando proprio non lo è, stai lì a guardarlo pacifico chiedendogli come mai ha le orecchie grandi o denti tanto aguzzi?

Se ti accorgi che chi hai difronte cerca di comprarsi la tua fiducia, con fare suadente ed eccessivamente zuccheroso, usando parole mielose, che promettono condizioni esageratamente vantaggiose e del tutto sproporzionate a ciò che sarebbe necessario, ingolosendoti come un bambino davanti ad una casetta di cioccolato, il tuo pensiero, corre subito alla inquietante immagine di Hansel e Gretel davanti al forno dopo essere stati messi all’ingrasso?

Ecco. Come dicevamo le fiabe non sono propriamente per i bambini.
O meglio, vengono loro raccontate ma sono fatte per tornare utili in futuro. Tra l’altro nel tempo sono state epurate e ripulite da tutti i dettagli cruenti, presenti originariamente.

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Servono agli adulti perché ci mettono in guardia in modo rapido.

Una sorta di “bignami” del comportamento nelle situazioni di pericolo.

Sicuramente quando si è piccoli hanno un significato molto più vicino alle paure insite nei bambini ed all’importanza di seguire determinate regole e fare ciò che ci è stato insegnato dai nostri genitori.

Però quando cresciamo, prenderemo a prestito quell’informazione ormai assimilata, per difenderci da, pericoli, magari anche meno vitali come importanza, ma comunque, tanto subdoli ed insidiosi da rovinarci la giornata.

Perché, il meccanismo che attivano le fiabe, è che se ad un certo punto del tuo percorso ti capitasse di ritrovarti inaspettatamente da solo in un bosco, uno dei primi pensieri, se non proprio il primo, sarà quello di allerta.

Ovvero, quella sensazione di paura, di estrema attenzione, perché ti aspetti che da un momento all’altro, salterà fuori il lupo cattivo.

E se poi, effettivamente, fai lo sgradito incontro ed hai la fortuna di rimanere illeso, con molta probabilità, nel bosco, non ci metterai più piede!

Questo, anche se, fermandoti a ragionare a mente fredda, sai bene che nel bosco potresti incrociare anche un cerbiatto, degli scoiattoli, delle lepri, dei teneri ricci…

Però per te, nel bosco, ci sarà sempre e solo il pericoloso lupo cattivo.

Ora, se hai già avuto la sfortuna di avere a che fare con una certa tipologia di pseudo agenti immobiliari, che purtroppo popolano la fauna del mio settore, avrai sicuramente già incrociato parecchi lupi sulla tua strada…

E tu lo sai, il lupo cattivo in cerca dei porcellini un po’ spensierati, è sempre lì, dietro a quell’albero, pronto a balzare rapidamente addosso ai malcapitati di turno. NON PUOI dimenticarlo!

Bene. Anzi, mica tanto bene…

Dicevo, a te che purtroppo hai già incontrato il lupo, ci arrivo tra poco.

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Invece, per te che non lo hai ancora visto, ti do DUE  preziosissimi consigli, utili a riconoscerlo e tenerlo alla larga.

Segnatelo bene!

Il lupo, nel “bosco dell’immobiliare”, si riconosce per DUE caratteristiche peculiari:

  1. ti chiederà di firmare un contratto irrevocabile                                                                                                                            
  2. cercherà di ottenere un contratto a lungo termine (leggi oltre i tre mesi, che spesso sono già molti in sé);

Quindi, se hai deciso di vendere la tua casa e ti è capitato di entrare in contatto, con questo pericoloso predatore: comincia a correre! Scappa! Metti quanto più terreno possibile, tra te ed Ezechiele!

E precipitati letteralmente alla casa in mattoni!

Passa davanti alla casa di paglia di Timmy e non fermarti. Corri!

Sfreccia anche davanti a quella di legno! E magari urla a Tommy di scappare con te!

Raggiungi la casa più sicura.

Quella in mattoni.

Stai sul sentiero e segui le indicazioni.

Entra!

Io, che sono previdente, ti ho preparato una calda ed invitante tazza di tè, qui da Jimmy.

So che senti già l’aroma che si diffonde appena apro la porta!

Se preferisci, potrai gustarla tenendola calda tra le tue mani mentre siedi qui, sul balcone, guardando in basso il divertente spettacolo del lupo, che si sfiancherà a soffiare senza alcun successo.

Cosa fai?

Ti aspetto?

Fammi sapere che stai arrivando!

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IL LAVORO DI UN’AGENZIA IMMOBILIARE

Top 10 Reasons to Hire a Real Estate Agent

Cosa significa lavorare in una agenzia immobiliare?

Intanto c’è da precisare una cosa importante:

L’agente immobiliare è la figura principale senza la quale non esiste agenzia.

E’ infatti colui che trova l’accordo finale tra un venditore di un immobile ed un acquirente.

Ed è L’UNICO soggetto giuridico, legalmente autorizzato a farlo.

Con buona pace di tutti coloro che lo hanno fatto abusivamente fino ad ora e che continueranno a farlo.

Per svolgere la professione di agente di intermediazione immobiliare, bisogna essere ufficialmente abilitati.

Per ottenere questa abilitazione, è necessario superare degli esami di stato che trattano argomenti specifici per cui è necessario avere una preparazione adeguata.

Oltre al diploma di scuola secondaria superiore, quindi, servirà anche frequentare un corso che preparerà all’esame.

Non entrerò qui nel dettaglio normativo, ma il vero agente immobiliare è un professionista abilitato legalmente dalla Camera di Commercio del luogo in cui opererà e che dovrà rispondere oltre che con requisiti personali, anche con requisiti morali.

Quindi, nell’occasione in cui avrete modo di interloquire con qualcuno che si definisce tale, ricordatelo sempre.

Oltre a ricordarlo, prima di prendere qualsiasi decisione, verificate che lo sia realmente.

Un agente immobiliare ha una tessera di iscrizione che lo identifica.

Detto questo, sappiate anche, che nella stessa agenzia immobiliare, possono trovare spazio altre figure professionali con cui sicuramente andrete a rapportarvi.

Vi è ad esempio chi si occupa di proporre ai clienti dell’agenzia, gli immobili di cui si dispone (detto volgarmente “portafoglio immobili”).

Questa persona ha il compito di organizzare l’agenda dell’agenzia, contattando tutti quei clienti che hanno volontariamente lasciato i propri dati e la loro richiesta di ricerca dell’immobile, fissando loro degli appuntamenti per la visione degli immobili.

Dovrà quindi interfacciarsi con le esigenze dei clienti che desiderano visionare un immobile e con i proprietari o gli inquilini degli stessi (qualora l’immobile fosse abitato), che avranno indicato le modalità per le visite.

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Sarà inoltre a conoscenza di tutti i dettagli dei vari appartamenti e fornirà agli interessati tutte le informazioni ed il materiale disponibile.

Oltre a ciò verificherà l’esito degli appuntamenti effettuati, contattando i clienti per capire più dettagliatamente come avvicinarsi a ciò che stanno cercando.

Poi ci potrà essere quello che viene in genere definito “funzionario di zona” o “acquisitore”.

La figura del funzionario è quella di reperire per l’agenzia, gli immobili da poter proporre ai propri clienti.

Il compito di questi acquisitori è rintracciare proprietari di un immobile che siano intenzionati alla vendita, per poi promuovere il servizio dell’agenzia che è mirato a soddisfare questa esigenza specifica.

E’, per ovvie ragioni, un ruolo cruciale per i meccanismi dell’agenzia stessa. Senza immobili da proporre non vi è agenzia immobiliare…,

Tanto è cruciale, quanto, storicamente bistrattato dai tanti “titolari” di agenzia.

Non è insolito che all’interno di un’agenzia immobiliare, questa figura professionale, cambi protagonista repentinamente.

La si potrebbe avvicinare idealmente, al “Dead Man Walking”.

Se non, fortunatamente, per il destino che lo attende, almeno per il percorso già segnato ed inevitabile.

Perché nella maggior parte delle volte, viene preteso un compito, logorante soprattutto per lo spirito di chi deve svolgere questa mansione.

La modalità con cui viene abitualmente incitato ad agire infatti, è affidargli l’ingrato compito di contattare ogni creatura vivente che si possa raggiungere, o telefonicamente o fisicamente, per chiedergli se venderà casa.

Quante volte e quante volte di seguito, vi è capitato di ricevere la telefonata o la citofonata del tale agente dell’agenzia tal dei tali che vi chiede se vendete casa?

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Oltre al disturbo che si dà al forzato ed involontario interlocutore, di cui volutamente non dirò nulla in questa sede, vi è un aspetto particolarmente logorante per l’incaricato stesso.

Per una questione meramente statistica, quanti NO, pensate potrà ricevere quotidianamente?

Ebbene sì. La percentuale si aggirerà tra l’85 ed il 100%.

Il primo giorno ok. Il secondo passi. Dopo una settimana ti chiedi se sei masochista. Dopo il primo mese sei un’automa. Dopo due o tre, cominci a pensare al peggio…

Perché dopo tutto questo bagno di negatività, potresti cominciare a pensare che quei no, siano rivolti, non alla tua domanda, ma a te stesso.

Quindi se mai stai pensando di intraprendere questo tipo di lavoro, dovrai innanzi tutto avere un carattere molto forte e positivo, ma soprattutto…

…scegliere molto bene la struttura per cui deciderai di collaborare.

Perché, ai nostri acquisitori ad esempio, non viene richiesto di immolarsi come un kamikaze contro interlocutori che non hanno alcuna voglia di essere disturbati.

Certo, occasionalmente e per scopi specifici, a volte, la telefonata a freddo può anche essere effettuata, ma il nostro credo professionale, è che non si acquisiscono immobili andando a chiamare tutto l’elenco telefonico.

Ricordo ancora in modo vivido, l’acquisitore zelante che mi fermo un Sabato di mercato in mezzo alla strada chiedendomi: “Buongiorno signore! Deve per caso vendere la sua casa?”

Così! In mezzo alla strada! E dopo averlo chiesto a me, lo chiese ad una signora anziana che balzò all’indietro per lo spavento. E poi ancora e ancora e ancora.

Tralasciando tutte le implicazioni positive e negative che può far sorgere questa modalità operativa, potete immaginare un professionista di qualsiasi settore reclutare clienti in questo modo?

La cosa triste è che la mia professione è ormai entrata nel club dei (mi scuso anticipatamente del termine forte) “rompicoglioni”, stazionando sicuramente nelle prime tre posizioni.

Forse giocandosi la corsa tra il secondo ed il terzo posto.

Il primo è stabilmente occupato dalle compagnie telefoniche…

Peccato davvero che questo lavoro abbia preso questa piega.

Cioè, per esempio:

Vi ha mai chiamato un geometra a caso, chiedendovi se dovevate rifare la planimetria di casa vostra?

Eppure vi assicuro che il numero di imprecisioni sulle mappe catastali è molto elevato. Quasi il 50% delle volte c’è qualcosa da aggiustare.

Vi ha mai chiamato un macellaio, cercando di convincervi ad andare da lui per le bistecche che offre?

Avete mai ricevuto la telefonata di un mobiliere che vi propone nuove soluzioni di arredo?

Eppure, vi garantisco che per alcune delle professioni sopracitate vi sarebbero dei risultati più soddisfacenti che per un acquisitore di immobili.

In fondo si è ancora in tanti a mangiare bistecche ad esempio…

Invece la strada su cui ci si è incamminati nello storico svolgimento della professione immobiliare è quello.

Misteri della vita.

Quindi rassicuro tutti coloro che ricevono quotidianamente questo tipo di telefonate, che nel 99% dei casi, non saremo noi a chiamarvi.

Siamo convinti che se mai prenderai la decisione di vendere la tua casa e di affidarti ad un’agenzia seria, sarai tu a ricercare il professionista più adatto.

Il nostro compito è farci trovare qui. Pronti!

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Pronti, ad offrirti un servizio qualificato allo scopo.

E giusto per darti un indizio su un altro pensiero portante del nostro metodo operativo,

il nostro obiettivo, non è prendere un incarico per sei mesi o addirittura un anno.

A che scopo?

Se l’agenzia vuole vendere la tua casa, perché deve metterci così tanto?

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Forse sa che alle folli condizioni che ha accettato per accattivarsi il proprietario, non ci sono possibilità reali?

E perché non essere sinceri e non dirlo subito, anziché trascinarlo in un percorso di ribassi continui e lagne pressanti sul mercato che non va per farlo scendere poi sistematicamente col prezzo richiesto?

Per evidenti ragioni chi lavora in questo modo non è un’agenzia immobiliare. Anche con tutte le abilitazioni del caso…

Il nostro scopo invece, è vendere realmente la vostra casa.

E vi assicuro che se ci vogliono più di due o tre mesi, c’è qualcosa che non va…

A questo punto, se sei arrivato fin qui e sei un proprietario di casa che ha deciso di venderla, sai cosa fare. 😉

Se invece sei un “funzionario” o un “acquisitore”, che ha sempre svolto questo lavoro, ma credi che sia ora di cambiare nel metodo; avvicinandoti a canoni lavorativi più consoni al 2015, sai anche tu cosa fare… 🙂

Scrivici una email qui: info@studioisola.it

SCOPRI COME GUADAGNARE VERAMENTE, VENDENDO LA TUA CASA!

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Ti parlerò di denaro. E quindi di tempo. Che per sua natura è prezioso.

Come tutte le cose che sono finite. Determinate.

E partirò con una premessa.

Io mi occupo di immobili.

Se hai pensato di vendere la tua casa, continua a leggere, ho delle cose importanti da dirti.

Altrimenti non ti voglio far perdere il tuo prezioso tempo.

La sveglia suona.

Ti alzi. Solita routine.

Bagno, colazione, denti, vestiti e sei fuori.

Se sei fortunato vai al lavoro a piedi.

Se fai parte della maggioranza dei “milanesi”, passerai dai 25 ai 45 minuti in macchina, di cui in gran parte in coda e, se non sei proprio sfortunato da dover guidare, almeno riuscirai a passare più o meno lo stesso tempo sul mezzo che ti porterà al lavoro. Un treno, un tram, un bus.cars-691144_640

E magari potrai sfruttare quel tempo per leggere o per giocare col tuo smartphone per distrarti un po’… …sempre che tu abbia lo spazio sufficiente per farlo.

Perché, se sei stipato tipo carro buoi… …auguri.

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Poi arrivi al tuo lavoro e la giornata passa. Avrai giornate buone e giornate meno buone.

Ma almeno, saprai l’orario in cui avrai terminato. Qualcuno neanche quello…

Poi a seconda dei tuoi compiti, dovrai: fare la spesa, andare a ritirare i vestiti in tintoria, andare a prendere i bimbi a scuola o dai nonni, portare giù il cane, andare in palestra, al corso di cucito, riordinare casa, ecc. (dove ecc. sta per qualsiasi cosa dobbiate fare sistematicamente e con cadenze regolari).

Ed infine sei finalmente a casa.

E?

Sorpresa!

Il cane o il gatto ti hanno pensato tutto il giorno e ti hanno fatto una “sorpresina” non proprio gradita.

Il bimbo ha messo a soqquadro la casa come nemmeno l’uragano Katrina avrebbe fatto.

Ti sei dimenticato di stendere la i panni lasciati in lavatrice.

Hai scoperto che non era il pane che ti mancava, ed ora ne hai due bei sacchetti freschi freschi. Ma ti sei scordato la birra…

Poi si cena, guardi l’ora…

Ok, un po’ di tv, lettura o altro, magari di abbiocchi anche un po’ e quando riapri gli occhi è proprio ora di spostarsi nel letto per aspettare una nuova…

Sveglia!

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Starai già pensando: “Sì ma mica tutti i giorni è così!”

Hai ragione, ma ti assicuro che per qualcuno è anche peggio…

Il fatto è che per vivere nella società che ci siamo creati, abbiamo bisogno di molto tempo.

Anche per le cose non necessarie o vitali, o quelle stupide, ma che ormai, per un motivo o per un altro siamo abituati a fare.

Ma il tempo è limitato.

Gran parte di questo tempo, te lo assorbono il dormire ed il mangiare.

E non credo ci si possa lavorare più di tanto.

Altro tempo viene utilizzato per svolgere tutte quelle attività complementari che ci permettono ad esempio, di dormire (lavare e stirare le lenzuola, rifare i letti) e di mangiare (fare la spesa, cucinare, lavare i piatti, buttare la pattumiera).

Perché alla fine tutte queste attività menzionate, vanno fatte.

Insomma, alla fine la domanda è una sola:

QUANTO TEMPO TI RIMANE PER FARE LE COSE IMPORTANTI?

Essere nel 2015 è sicuramente un vantaggio.

Non ci si pensa mai, ma nel ‘800 o prima, la maggior parte degli italiani non aveva neppure l’acqua corrente in casa.

Il che voleva dire che bisognava andare alla fonte più vicina, ovviamente a piedi, raccogliere quanta più acqua poteva essere portata e tornare indietro.

Spesso e volentieri, per avere acqua “pulita”, bisognava anche allontanarsi dai centri abitati.

Il progresso ha permesso molti miglioramenti.

E così l’uomo nel frattempo, si è dedicato a trovare altri mille modi per occupare quel tempo che pian piano guadagnava.

Ecco il punto!

Oggi molte delle attività che ho descritto in alto possono essere delegate in modo da guadagnare tempo prezioso.

Se vuoi evitare traffico e code, la spesa te la portano a casa.

Se vuoi evitare di stendere ogni volta, puoi comprare un’asciugatrice o una lavasciuga.

Se vuoi evitare di stare in piedi davanti al lavandino con le mani nell’acqua, puoi usare una lavastoviglie.

Se devi lavorare fino a tardi, puoi incaricare qualcuno che badi ai tuoi figli in tua assenza, o che li vada a prendere a scuola.

Oppure per fare tutte queste cose puoi delegare qualcun altro.

Certo, questi servizi, hanno un costo e vanno pagati.

E molti di noi vi rinunciano.

Non tanto per il loro costo.

Ma per una questione molto più intima.

Ci sono cose, che non ci sentiamo di delegare.

Mia madre ad esempio la spesa non se la farebbe portare nemmeno morta.

Se le melanzane e la lattuga non li scelgo io, chissà che mi portano!

In casa sto lottando per l’uso della lavastoviglie. Ma per tre piatti? dice mia moglie…

E mia cognata? I miei figli non li lascio a nessuno!

Come dicevamo, ognuno di noi ha mille e più motivazioni valide, per non delegare determinati compiti che ci troviamo ad affrontare nella nostra vita.

Ma, sorpresa sorpresa, anche questo, si paga.

Come?

Col tempo che gli dedichiamo.

Tutto questo preambolo per dire cosa?

Che non abbiamo abbastanza tempo? Che il tempo è denaro? Grazie. Lo sapevo già!

Sì. Vero. Alla fine è di questo che si tratta. Ma non solo.

Qualsiasi attività noi inseriamo nel nostro quotidiano, avrà delle implicazioni che porterà via, nella migliore delle ipotesi, sicuramente, un po’ di tempo.

In altri casi anche denaro.

Nei più estremi, anche salute e serenità mentale.

Voglio arrivare proprio lì.

Sai di cosa mi occupo, no?

Vendere le case degli altri!

Non è proprio così… …ma diciamo che è una risposta accettabile al contesto.

Io lo faccio abitualmente. E’ un’attività per cui ho acquisito delle competenze in seguito a studio e tanta, tanta pratica.

E’ il mio lavoro.

E per te?

E’ un’attività che svolgi quotidianamente?

Se la risposta è sì, allora sei un collega o una collega o un imprenditore immobiliare…

Se la risposta è no, la mia domanda allora è una sola:

PERCHE’ LO FAI?

Hai davvero tutto questo tempo libero?

Dirai: Sai che ci vuole. Scrivere un annuncio, mettere un cartello e via.

Ecco, se fai parte di coloro che hanno ragionato così, ti dico solo una cosa, almeno finisci di leggere fino in fondo, perché non sei partito proprio col piede giusto…

Mettere in vendita una casa è un’azione che può essere riassunta superficialmente dall’illuminante considerazione che hai pensato qui su.

Poi ci sono dietro altre cose, che in questo momento non hai ancora in mente.

Ma che, inevitabilmente, ti si riverseranno addosso come un’improvvisa pioggia estiva, mentre sei isolato nel mezzo di un campo senza avere nemmeno l’ombrello.

Tralasciando il cosa dovrai scrivere su quell’annuncio e il come, che ti assicuro è parte fondamentale per la buona riuscita finale, hai già pensato anche a come ricevere i contatti che avrai?

Hai fatto delle foto esplicative ed attraenti (NO! PHOTOSHOP NON VALE!)?

Sei pronto a rispondere alle email ed alle telefonate delle persone che ti scriveranno e ti chiameranno?

Hai già raccolto tutto il materiale che ti chiederanno di inviargli? (Non è solo la piantina…)

Riuscirai a capire quali, tra le persone che ti stanno contattando, sono quelle con cui varrà la pena perdere un po’ più di tempo e quali quelle da scartare a priori?

Cosa farai con le persone che hanno visitato casa tua senza darti un riscontro?

Chiarisco subito una cosa:

Se tutto va come deve andare, anche lasciando le cose un po’ al caso, venderai la tua casa senza grossi problemi.

Nel migliore dei casi avrai perso tempo e basta.

In altro caso ti sarai trovato ad affrontare qualche costo (ad esempio adempimenti tecnici scoperti all’ultimo momento) aggiuntivo.

Nel peggiore dei casi non avrai ottenuto il massimo a cui potevi ambire.

Ci può stare. Per carità!

Succede tutti i giorni nel mio settore.

Però, io non mi capacito ancora.

Hai la grande possibilità di ottenere il miglior risultato possibile e già alla linea dello Start, parti accontentandoti del 4° posto?

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Certo! Ottenere il miglior risultato possibile vuol dire utilizzare gli strumenti più adeguati e più performanti.

Al di là dei motivi di marketing che ad oggi invadono lo sport, con quante possibilità l’atleta professionista scenderà in campo con le scarpe provenienti da un discount?

Quale architetto o progettista, utilizzerà il compasso economico acquistabile sugli scaffali di un supermercato?

Quale geometra misurerà le distanze col metro da sarta?

Qualcuno potrebbe obiettare che il costo richiesto per svolgere la mia professione è elevato.

In realtà non è così. O meglio, non dovrebbe esserlo.

Il problema è: a chi ti sei rivolto? Ad un costoso “apriporta”?

Allora leggi qui:

https://studioisola.wordpress.com/2015/08/28/perche-se-devi-vendere-casa-non-devi-affidarti-ad-un-costoso-apriporta/

Chiarito questo, ti ricordo che una buona vendita, si differenzia da una, vendita, nella misura delle migliaia di euro.

Il bello del mercato delle case, è che è libero. Non c’è un listino prezzi a cui attenersi.

Ovvero, puoi riuscire a spuntare il massimo da ciò che richiederai o solo venderla al minimo che il tuo acquirente è disposto a spendere.

E per la mole delle cifre in gioco, sono, molti molti soldi.

E’ giunto il momento di prenderti quel tempo che ti sei guadagnato con fatica e toglierti un fardello inutile ed insidioso come la vendita di una casa.

E dedicarti davvero a ciò che più conta.

Perché sono sicuro che c’è.

Anche solo, fosse un po’ di riposo in più.

Ovidio lo sapeva bene:

Riposati ogni tanto; un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante.

Se ancora credi che non esista un servizio conveniente, nella professione che svolgo ed in ciò che ti sto descrivendo, mettimi alla prova.

Ti dimostrerò che rivolgerti ad un professionista, in ogni campo, fa la differenza.

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Non perdere altro tempo!