SE DOVETE COMPRARE UNA CASA, FATE COME IL SIGNOR WANG!

Visitare un appartamento che si è selezionato da una lista di annunci o in seguito ad aver visto il cartello sul portone, parrebbe essere una cosa semplice.

Ed in realtà lo è.

Solo che, come già detto più volte ormai, là fuori c’è sempre qualcuno che si diverte a metterci degli ostacoli davanti.

Quindi, dato per assunto che già al momento di fissare l’appuntamento vi siate fatti dire anche ciò che nell’annuncio non era scritto, siete finalmente arrivati all’uscio della vostra potenziale nuova casa.

Cosa DOVETE guardare?

Tralascerò volutamente la parte profondamente emotiva della situazione. Ovvero, si narra che se entri in una casa e provi delle sensazioni fortemente positive o rassicuranti, sia quella giusta. Amore a prima vista, lo si chiama in altro ambito.

E spesso e volentieri è effettivamente così.

La familiarità che si instaura con la casa giusta, la si avverte molto velocemente.

Però…

C’è sempre un però.

Anche gli amori a prima vista finiscono. Di frequente infatti, dopo una storia di fervente passione, arriva la cocente delusione.

Perché la prima vista del vostro “amore”, tralascia sempre gli aspetti pratici della convivenza o del rapporto di coppia.

Ciò può avvenire, molto più facilmente, anche quando rimanete abbagliati dalla casa – che credevate – dei vostri sogni.

Perché, anche se è vero che difronte a vizi e difetti occulti la legge è dalla vostra, è vero che ciò vale, se si riesce a dimostrare che tale difetto è stato tenuto volutamente nascosto o si è palesato da un dato momento in poi dopo l’acquisto e non poteva essere rilevato prima.

Così recita infatti l’Art. 1497 del Codice Civile: “Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l’uso a cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.”

Vi sono però molte situazioni in cui questa tutela non può essere applicata.

Ad esempio, la scarsa luminosità dei locali, l’esposizione infelice, i servizi condominiali insoddisfacenti.

Ciò che voi acquistate, lo fate indicando in qualsiasi contratto che sottoscriverete, che lo fate dopo aver “visto e gradito”.

Questa è la formula che sancisce la vostra decisione.

Quindi andate poi a dire al venditore che non avevate visto qualcosa che non vi è stato nascosto…

L’unica soluzione a questo punto, è imparare a vedere ciò che a prima vista non è possibile vedere.

La prima cosa da fare, lo so, sembrerà stupido dirlo, ma vi assicuro che mi è successo un numero significativo di volte, è, se non viene fatto dalla proprietà, o dall’incaricato alla visita, farvi aprire le finestre.

E non pensiate che sia una buona idea farlo, solo quando vi è la luce del sole.

Dio solo sa, cosa si cela dietro quella finestra!

Credetemi, mi è capitato alcune volte di assistere alla scena in cui il proprietario, o l’incaricato (quando sono stato anch’io cliente…) non fa nessun cenno di tirare su le tapparelle o aprire le persiane.

Partiamo subito col dire che anche se viene fatto in buona fede, è una cosa sbagliatissima!

Le sensazioni che si rafforzano, anche inconsapevolmente, in chi viene a visitare l’immobile, è che ci sia qualcosa da nascondere o che non debba essere visto.

La cosa comunque più triste è che spesso ciò, non viene dimenticato o fatto in buona fede, ma realmente per nascondere un affaccio infelice o l’odore che fuoriesce dalla cucina del ristorante etnico sotto di noi, o la vista sulla tangenziale o chissà che altro “segreto”…

discarica
Impareggiabile vista su verdeggianti colline…

E provate poi a dire al giudice che il vizio era occulto…

Sento già le risate…

Un’altra cosa da fare assolutamente, è chiedere o verificare di persona, qual’è l’esposizione dell’immobile. Verso quale punto cardinale affaccia la cucina? E la camera? E sopra o sotto, cosa c’è?

Queste cose, saranno utili, non per i vostri riti propiziatori, ma semplicemente perché potrete così individuare le criticità intrinseche dell’immobile stesso.

Non illudetevi. Non esistono immobili privi di difetti. Tutte le case hanno dei punti deboli.

La cosa saggia però, è individuarli e quantificare cosa comporterà in termini di denaro e tempo, risolverli o limitarli affinché non rovinino la nostra permanenza nella casa.

Una parete a nord in uno stabile con una facciata non modernamente coibentata, potrà essere a rischio umidità.

Una casa all’ottavo piano, unicamente esposta a ovest, nei mesi più caldi, avrà le pareti letteralmente bollenti anche alle undici di sera.

Se sotto all’appartamento non vi è un altra abitazione, ma un porticato o uno spazio non riscaldato, l’appartamento sarà con molta probabilità il più freddo dell’intero stabile, ecc.

Oltre a ciò, sarebbe buona norma chiedere o poter verificare di persona, il funzionamento dell’impianto idraulico.

Vi giuro, non lo fa quasi nessuno. In vent’anni solo un paio di clienti me lo hanno chiesto esplicitamente.

E’ vero che se c’è un problema di questo tipo potrebbe rientrare nei vizi occulti (ma si tratta anche qui di convincere il giudice che non “potevamo” verificare il funzionamento dell’impianto… e potrebbe essere utile a questo punto avere un documento in cui viene scritto che abbiamo chiesto di aprire i rubinetti e ci è stato impedito dal proprietario…).

Ad ogni modo, anche se abbiamo il miglior principe del foro a nostra disposizione, non sarebbe meglio evitare l’estenuante esperienza di un’azione legale perché non abbiamo girato un rubinetto?

Un indicazione importante dei punti deboli della casa, la da sicuramente anche un documento che viene ad oggi sottovalutato dai più: la certificazione energetica o “Attestato di Prestazione Energetica (APE ex ACE) dell’immobile.

Questo certificato contiene un numero importante, perché in quel numero, ci è detto molto chiaramente quanto “consuma” la casa in questione. E’ l’ IPE. E serve a classificare in una scala da A++ a G, dove si pone l’appartamento oggetto del nostro interesse.

Aggiungerei anche intanto, che se la classe è G, può andare da 175 a infinito…

Innanzi tutto dovremmo considerare che se andiamo a visitare una casa usata, costruita più di 5 o 6 anni fa, molto probabilmente (in proporzione a quanto più ci si allontana dal 2015), non avremo l’eccellenza in tale caratteristica.

Ma avremo sicuramente un’idea di massima, di quale migliorie questa casa potrà necessitare.

Queste sono cose importanti da “guardare” quando si visita un immobile.

Ma ovviamente non solo.

Ricordate sempre che ci sono anche delle cose che forse, né il proprietario, né l’agente incaricato dal proprietario realmente sanno. Forse la casa è vuota da parecchi anni e quel ristorante sotto casa è stato aperto l’anno scorso.

Un’ottima mossa è tornare a visitare la casa in orari diversi ed anche passare davanti al palazzo, nel week end o in serata, o anche nelle ore più tarde.

Scoprirete magari delle cose che non avevate nemmeno considerato all’inizio della vostra ricerca.

Forse siete sorpresi che un agente immobiliare vi dica come scoprire gli altarini.

Ci credo, perché spesso siamo visti anche così. Come quelli che coprono le magagne al fine di vendere…

E la cosa mortificante (almeno dal mio punto di vista) è che mi è capitato di parlare con dei proprietari, che volevano vendere il loro immobile tramite agenzia, perché riconoscevano nella funzione professionale della stessa, la capacità di dire menzogne o mezze verità o di tacere dei difetti ai potenziali interessati.

La cosa ancor più mortificante è che tale deviata convinzione, la hanno avuta anche alcuni clienti che sono dall’altra parte della barricata.

Una volta un signore mi disse testuali parole con una approccio amichevole e sereno: “Va bene signor Pensa, ora, so che lei deve vendere ed alcune cose le avrà accuratamente evitate o addolcite, ma a quanto verrà via questa casa?”

Vi assicuro che sono rimasto senza parole e non ho saputo nemmeno controbattere a quell’assurda affermazione.

Ero basito, perché il cliente accettava a priori, di avere a che fare con un imbonitore o peggio un ciarlatano (non nella mia persona ma nella considerazione della professione di cui faccio parte) e gli andava bene così!

Pazzesco.

Quindi per concludere e come ho accennato nel titolo, fate come il mio cliente Wang, non abbiate paura di chiedere. Anche cose magari non comuni, ma per voi importanti.

Il cliente di cui vi sto raccontando, vide un appartamento che gli piacque. Ma aveva una grande necessità.

E’ un giornalista, ed aveva l’esigenza personale di trovare un appartamento estremamente silenzioso per potersi concentrare e scrivere i suoi articoli, soprattutto nelle ore serali e notturne.

La silenziosità era il requisito fondamentale, incideva per almeno il 70% sulla casa da scegliere.

Mi chiese se era possibile visitare l’appartamento intorno a mezzanotte.

Comprendendo la reale necessità, accettai di accompagnarlo a rivedere l’appartamento in tarda ora (l’appartamento era vuoto ed avvisammo la proprietà, in modo da non destare sospetti nel condominio per l’insolito appuntamento).

La sua preoccupazione scaturiva dalla preoccupante vicinanza dei binari del tram.

Ci fermammo all’interno dell’appartamento per il tempo necessario al passaggio di tre tram (il primo, il signor Wang, non lo sentì proprio, dovetti farglielo notare io…)

La paura del signor Wang, fu sconfitta e… vincemmo tutti e tre!

Non dico che dovete cominciare a girare per case di notte eh!

Anche se un’agenzia immobiliare notturna potrebbe essere un’ottima variante commerciale!

Ma semplicemente che se avete un dubbio su una casa che vi piace ed è per voi fondamentale sapere una determinata cosa, prima di firmare qualunque cosa, che vi impegnerà irrimediabilmente, chiedete e chiedete con prova.

Un vero professionista immobiliare, sarà ben felice di farvi prendere una delle decisioni più importanti della vostra vita a cuore più leggero.

Un’ultima cosa. C’è una domanda che spesso mi fanno, ma che personalmente ritengo piuttosto inutile.

La domanda è: “chi sono i vicini?” Ed è una domanda che spesso sottintende “I vicini sono brava gente?” “Vive un serial killer sul mio stesso pianerottolo?” “Vi sono dei trapezisti circensi al piano di sopra?”

Ora, al di là che non conosco proprio tutto il condominio quando ho in vendita un appartamento, vige una considerazione basilare per cui questa domanda non è corretta.

Ed è che il vicino, simpatico o antipatico che sia, è un individuo che può trasferirsi da dov’è, il giorno dopo la vostra visita o tra vent’anni. Magari sta cercando casa proprio come voi…

Ad ogni modo, qualunque sia la risposta che avrete, sarà dal futuro incerto.

Ovvero se si conosce oggi la risposta, non avrete alcuna certezza che domani sia la stessa.

Non mi resta che augurarvi: Buona visione!

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