TI PREGO, NON MI DIRE CHE LA VUOI DARE A TUTTI!

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Immagino che anche tu, come il sottoscritto e come la maggioranza delle persone sane di mente, se reputi qualcosa, veramente preziosa, la tratterai di conseguenza.

Vi è mai capitato che un bel giorno vi mostrassero quell’orologio antico che il vostro bisnonno teneva sempre nel taschino? O l’anello di fidanzamento della bisnonna che si tramanda ormai di generazione in generazione?

Vi è rimasto particolarmente impresso in che modo si svolge questo rito?

Avete anche fatto caso al modo in cui viene preparato questo evento da parte di chi vi mostra l’oggetto?

Vi è qualcosa di magico.

Di norma l’oggetto è tenuto in un luogo segreto, o comunque a cui voi non avete mai dato importanza o prestato attenzione.

Anche il modo in cui viene tenuto in mano da chi ve lo porge è unico.

E’ un cimelio. E’ IL cimelio.clock-623168_640

Probabilmente è conservato molto bene. In una custodia inequivocabile.

Cioè, già dal contenitore si capisce che non è un oggetto comune.

C’è una sorta di sacralità.

Spesso mentre vi viene raccontato l’aneddoto su quell’oggetto o la storia in cui vi si dice quando cominciò ad essere utilizzato, o il perché viene custodito o ritenuto “particolare”, il tempo sembra fermarsi.

Inoltre probabilmente, se in quell’istante esatto osserverete gli occhi di chi vi mostra questo oggetto eccezionale, avrete la netta sensazione che qualunque parola detta possa essere suwedding-812967_640perflua.

Eppure quest’oggetto è un predestinato. E’ predestinato ad essere ceduto.

Nell’esatto momento in cui diverrà tuo, saprai che dovrai a tua volta lasciarlo andare.

Questo è ciò che avviene quando si ha a che fare con un oggetto per noi particolarmente caro perché ricco di significato.

Così, con le ovvie e dovute proporzioni, è la nostra casa.

La casa è un bene prezioso.

E non parlo del valore economico del bene, che comunque con molta probabilità è per la maggioranza delle persone, l’oggetto dal più alto valore venale che si troveranno a possedere nella propria vita.

Ma mi riferisco invece, al suo valore intrinseco e più profondo.

Raccolgo queste certezze ogni santo giorno del mio lavoro.

Ogni volta che vedo un appartamento, al fine di effettuare una valutazione che ne individui il valore commerciale, quando parlo col proprietario di quell’immobile, dove forse ha vissuto da piccolo e dove sono rimasti i suoi genitori fino alla fine dei loro giorni o dove è cominciata la storia della sua attuale famiglia, dove sono nati i suoi figli oppure quel piccolo monolocale dove ha passato intere notti a studiare per la laurea, ogni volta, all’inizio del confronto, non partiamo mai dallo stesso punto.

Ed è sacrosanto che sia giusto così!

Io effettuo quella che è una stima matematica. Un’operazione fredda.

Rilevazione del venduto, comparazione del mercato, valori al mq, parametri che si aggiungono o si tolgono (piano, esposizione, presenza o assenza di servizi condominiali come l’ascensore, ecc.).

Il proprietario, ci mette qualcosa in più su quel piatto. Qualcosa di unico. Qualcosa che solo lui può metterci.

Non potrà eliminare dalla sua mente il sacrificio economico, fatto anni addietro per acquistarla e per sistemarla e le attenzioni che avrà avuto nell’arredarla per adattarla alle esigenze sue o della propria famiglia.

Forse, come dicevamo prima, in questa casa ci saranno nati i suoi figli.

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Già. E’ proprio lì! A lato di quel letto matrimoniale che hai messo la culla.

E’ in quella stanza che le prime notti si è dormito (per modo di dire), insieme. E poi è da quell’armadio che sceglievamo i primi vestitini. E’ mettendoli nel lettino di quella cameretta che tutte le sere abbiamo loro letto un racconto.

Quegli stessi letti da cui ogni santa mattina, si doveva tirarli giù! E Dio solo sa, che fatica e quanta pazienza!

E lo stress delle corse per accompagnarli a scuola in orario!

E proprio nell’angolo di quella stanza, o magari in una stanza “sbagliata”, come forse la cucina, oppure nell’ingresso o in mezzo al salotto, non potremo guardare, senza immaginare di vedere ancora i loro giochi per terra.

E’ in questa cameretta che hanno studiato e sono cresciuti.

Ed è qui, in questa casa, che loro o magari noi, alla loro età, abbiamo ascoltato la “nostra” musica.

Aspettando la citofonata di un amico o di una amica… e le attese nostre o dei nostri genitori per le notti in cui si usciva.

E se siamo genitori, proprio guardando da quella finestra, che non ha una gran vista in realtà, ci vedremo molto di più. Perché è lì che noi guardando, riponevamo la nostra ansia e la speranza che ritornassero sani e salvi.

Oppure se eravamo noi a tornare, quante volte abbiamo buttato l’occhio su per vedere se i nostri erano svegli? Se la luce era ancora accesa?

Ed intanto, nell’attesa, proprio da quella cucina, proveniva forte l’odore del caffè o del te, compagno di quelle notti.

Quella cucina che ne ha viste.

Dalle cene frugali delle giornate terminate tardi per lavoro, ai pranzi in famiglia.

Magari qualche ricorrenza. Qualche Natale.

Forse quel piccolo segno sul pavimento ci ricorda anche qualche discussione. Quella volta che alla mamma parti il piatto…

Sul divano del soggiorno, tutt’altro che di design ormai, ci sarà forse l’impronta del nostro fidato cane o del nostro amato gatto, che qualcuno si premurava anche di mandare giù… ma in nostra assenza ritornava di soppiatto.

Per non parlare del profumo del ragù o dell’arrosto cucinato dalla mamma che pervadeva il nostro olfatto (e quello di qualche vicino invidioso…) salendo su per le scale, magari la Domenica a pranzo tornando dalla partita o dalla piscina.

Insomma, credo di avere reso perfettamente l’idea.

Ma ciò che è avvenuto in quella casa, quella sua storia unica per ognuno di noi, non può, non incidere, sulla considerazione di chi ci è vissuto dentro quell’oggetto.

Perché di oggetto si tratta.

Ma mai nessuno lo considera realmente tale. E’ troppo riduttivo.

Eppure sono sicuro di non azzardare, se affermo che ciò che avviene in gran parte all’interno delle nostre case, è la nostra VITA.

Ebbene, ora abbiamo preso una decisione importante in merito a questo bene così prezioso. Abbiamo infine deciso di venderla questa casa. Per mille motivi.

Perché con un bambino in più e il cane e il gatto proprio non ci si sta.

Oppure perché i nostri figli son cresciuti e sono usciti e tutti quei metri da pulire e quelle spese da gestire…

E chissà che altro.

Certo, terremo sempre stretti con noi i nostri ricordi.

Riusciremo a visualizzare ogni attimo vissuto lì anche dopo aver preso LA decisione.

Una di quelle più importanti della nostra vita.

E quindi, dopo aver deciso un SI’ ad una domanda così difficile e ricca di implicazioni, hai il lampo di genio!

Quale?

Decidi di affidarti a quante più agenzie immobiliari possibili, perchè “più ce n’è meglio è”, e dopo averlo fatto, non ricordi neanche più con quante agenzie hai parlato ed a quanti hai detto di occuparsene.

Oppure lo hai fatto perchè dopo aver messo l’inserzione ti hanno chiamato in mille e tu di dire sempre di no non ne hai più la forza e per sfinimento ti ritrovi in questo marasma.

Di solito, quando mi capita di parlare con questi proprietari, se va bene, mi dicono: “guardi sono già in cinque o sei ad occuparsene (e già mi dico: ma come? O cinque o sei!) ed ovviamente è superfluo dire che non ricordano neppure i nomi né delle agenzie né di questi individui.

Il problema è che poi queste agenzie partiranno in quarta. Come cavalli ai blocchi di partenza dopo lo sparo!

E cominceranno a chiamarvi per dirvi di questo o di quell’appuntamento. E dovrete gestire l’eventualità che non si sovrappongano. E se ve lo disdiranno, potrà succedervi che non saprete più, chi ha fatto cosa.

Credetemi, non è un’esagerazione. Sono situazioni che vedo tutti i giorni.

Il problema è che in questo modo state trattando quell’oggetto prezioso, come se fosse qualcosa da dar via in fretta. Come se fosse qualcosa da svendere. Perché l’importante è che arrivi qualcuno che se la prenda. E presto.

“No! Lo scopo non è quello!” “No io non ho fretta e non svendo!”

Mi sembra quasi di sentirla questa voce.

Ci mancherebbe altro dico io!

E già perché nessuno si sognerebbe di mettere in vendita il proprio appartamento (quello dove è accaduto tutto ciò di cui abbiamo parlato prima, ricordate?) scrivendo un annuncio che evidenzi la particolare fretta di realizzare, per un bisogno specifico qualunque (in realtà mi sono imbattuto in annunci simili, ma in fondo c’è anche chi si suicida nel mondo… oppure di solito, c’è sotto qualcosa).

Il vero problema qui infatti, non è ciò che si dice, ma ciò che traspare inevitabilmente.

Come al solito i fatti valgono molto più di mille, belle, parole.

Perché poi le varie agenzie incaricate, avranno di che sbizzarrirsi nel descrivere il vostro appartamento, elogiandone tutte le caratteristiche. E lo faranno proprio tutte. Chi bene, chi male…

Poi nel mucchio ci sarà chi scrive una cosa in contrasto con quella scritta da un altro, magari ci sarà il furbo che toglierà 500 euro al prezzo per far passare il suo annuncio davanti agli altri o per dimostrare di essere il più conveniente.

E ci sarà colui che aggiungerà qualche metro in più, per dimostrare non solo la convenienza ma il rapporto qualità “mq/prezzo richiesto”.

Insomma con tutto questo aggiungere o togliere nel sacro nome della “convenienza”, sapete di chi sarà quella convenienza?

Indovinato!

Inoltre otterrete di certo due effetti.

Il primo:

LO STORDIMENTO

Confonderete le idee, di chi sta cercando magari proprio una casa come la vostra.

Ma che non la sceglierà per diffidenza. Troppe informazioni e magari anche lievemente contrastanti fanno suscitare dei dubbi.

A voi non mai è capitato di non vederci chiaro in qualcosa e per tagliare la testa al toro, allontanarvi lasciando perdere e basta?

La fuga è una delle prime reazioni umane. E’ un comportamento ancestrale. E’ innato nell’uomo dalla notte dei tempi. L’evoluzione ce l’ha conservata. E funziona spesso meglio di altri istinti!

Oppure otterrete l’altro effetto, il peggiore.

Quello che io chiamo:

“L’EFFETTO VOLANTINO”

L’effetto volantino è subdolo, chi lo crea, nel 99% dei casi, non si rende conto di farlo. E quando si è creato, ormai, è troppo tardi per tornare indietro.

Sarà capitato anche a voi di ricevere periodicamente nella vostra cassetta postale, dei dépliant pubblicitari di questa o quella catena di Ipermercati o Supermercati, e fare un confronto su di un prodotto specifico, per vedere dove costa meno?

Ecco, il meccanismo è lo stesso.

Immaginate un potenziale acquirente.

Che non è detto siano tutti coloro che vengono a vedere la vostra casa.

Ma tra di essi c’è.

Questa persona, si è preparata. Perché realmente è alla ricerca di una soluzione.

Perché il processo decisionale dell’acquisto, si è già formato nella sua mente.

Le barriere mentali e gli ostacoli pratici, sono stati affrontati, risolti e superati.

Ora è pronto.

E questa persona, si è appunto come detto prima, preparata, guardando annunci immobiliari su annunci immobiliari. Setacciando dai portali più famosi, fino ai siti più disparati.

E poi si imbatte nell’inserzione del vostro appartamento…

Si imbatte una volta…, si imbatte due volte…, si imbatte tre volte…, quattro volte…

Ma non è sempre lo stesso annuncio.

Una volta è quello dell’Agenzia Verde Chiaro, l’altra è quello dell’Agenzia Verde Scuro, l’altra ancora è l’Agenzia Viola, poi l’Agenzia Rossa e a seguire…

Ma non è come gli altri! Questa persona non scappa.

E’ un Sapiens Sapiens impavido!

Balzana, gli spunta un’idea!

Comincia pazientemente a contattare tutte le agenzie che lo trattano e, soprattutto se rileva che non è nemmeno posizionato al prezzo corretto di mercato (perchè sì! chi cerca casa ed è pronto ad acquistare sa già a che prezzo, dovrà e sarà giusto, farlo. E’ PREPARATO! E consapevole più del venditore. No! Non esiste l’amatore!) non avrà nemmeno fretta, perchè con ogni probabilità sa che lo troverà ancora lì il giorno dopo.

E farà tutto ciò solo ad uno scopo: cercherà di capire dove potrà spuntare le condizioni a lui migliori.

Che dite, lo potete biasimare?

Dite la verità. Non sembra più una mossa così intelligente, vero?

Poi, per carità, forse la vostra casa, anzi probabilmente, anche per un fattore di probabilità, la venderete anche.

Ma il rischio concreto che non otterrete il miglior risultato possibile, è veramente elevato.

Io un consiglio finale ve lo do.

E prima che qualcuno mi faccia scoprire l’acqua calda, scrivendomelo; certo che in parte è interessato! E’ la mia professione!

Ma è anche la realtà.

Sceglietevi un agente immobiliare. Uno bravo. Uno che intanto abbia i requisiti per legge.

L’agente immobiliare deve essere abilitato a svolgere la sua professione. Ha un iscrizione in camera di commercio. Lo può provare con un tesserino. Evitate come la peste gli improvvisati. Quelli che vi dicono: “ma se vuoi sento un po’ io, metto in giro la voce, ti porto qualcuno…”

Scegliete qualcuno che nella promozione e nelle intenzioni, faccia il vostro interesse.

Qualcuno che abbia gli strumenti giusti per arrivare a pubblicizzare al meglio il vostro appartamento.

Qualcuno che sappia valorizzare la vostra casa, così come fareste voi.

Qualcuno che soprattutto, sia discreto nel trattare le vostre informazioni con degli sconosciuti.

Apro una parentesi sulla discrezione.

In realtà non si tratta di non fornire l’indirizzo esatto dell’immobile ad una telefonata (quello spesso viene fatto per nascondere agli agenti disonesti che chiamano i concorrenti fingendosi clienti interessatissimi, un’informazione che li potrebbe portare a scoprire il proprietario per poi scavalcare il collega).

No. Parlo della discrezione su informazioni personali.

Non avete idea di quanto girano le informazioni quando sono in mano a troppi in modo incontrollato.

Sovente mi è capitato il cliente, che venendo a vedere un appartamento con noi, mi guarda e mi dice: “Aspetti, in via Ratti 3? Non sarà mica la casa di quella signora che vive con la zia perchè ha litigato con la vicina dove abitava prima e ora non si possono vedere? Quella che ha il figlio che ha la bicicletta rossa appoggiata sempre alla ringhiera. Quella che…” e così via…

Se vuoi che il tuo “prezioso bene” venga trattato nel giusto modo, non dovrai permettere che ci mettano le mani tutti indiscriminatamente.

Noi quando riceviamo incarico dai nostri clienti di promuovere l’appartamento, chiediamo sì l’esclusiva. Perché così facendo possiamo vedere l’andamento della promozione che stiamo facendo. Permettendoci di misurarne l’efficacia. E capire se il bersaglio è alla giusta portata o c’è da raddrizzare la mira.

La conoscenza è potere.

E sapere quanti visitatori totali ha un annuncio o quante persone chiamano e quello che esattamente dicono è un vantaggio.

Perchè frammentare e disperdere queste preziose informazioni per nulla?

Alla fine non è tanto differente che volere la botte piena e la moglie ubriaca…

Per la paura di fidarci di qualcuno, si finisce coll’affidarsi a tutti…

E sembrerà una cosa da poco. Non ci impegnerà con nessuno vero. Ma a discapito di altri rischi.

Noi ad esempio non siamo per i contratti capestro.

Perchè conosciamo perfettamente, la paura del firmare qualcosa che poi solo pagando puoi annullare.

I clienti che si affidano a noi, sanno che lo scopo e di fargli raggiungere nel modo migliore possibile l’obiettivo prefissato.

Senza fronzoli.

Non ci guadagniamo nulla a tenere una casa in pubblicità.

A che può mai servire un incarico di sei mesi (!) o addirittura un anno (!!).

I nostri clienti sono ben felici di darci il loro appartamento, il loro bene prezioso, perchè sanno senza alcun dubbio, che se anche solo decidessero un’ora dopo di disdire tutto per qualsiasi motivo, lo potranno fare liberamente senza costi o penali assurde!

Scegli di essere SEMPRE il proprietario di casa tua.

Non farti appioppare un foglio che si trasforma in un guinzaglio o in un paio di manette.

Hai paura che un’agenzia sia poca?

Fantastico!

Anche noi.

Infatti, siamo ben felici di collaborare con altri professionisti accreditati. In questo modo risolviamo per te un’altra questione.

Quali professionisti scegliere e come?

Per nostro stesso ovvio e palese interesse, scegliamo i colleghi con cui collaborare, in modo da selezionare quelli più professionali e più performanti. Evitando quelli che si improvvisano e che non sono mediatori nel senso reale del termine. Che ti assicuro sono ancora troppi purtroppo e spesso si nascondono anche dietro ai marchi ritenuti più affidabili…

E così facendo, amplieremo il bacino d’utenza a cui rivolgerci. Potendo rivolgerci anche ai clienti fidelizzati di quei colleghi, seri professionisti.

Perché siamo i primi a pensare che l’unione fa la forza.

E per ultimo, ma non per importanza, avrete un unico referente da gestire, che prenderà a cura tutto ciò che gli direte e che gestirà le informazioni in modo univoco.

Darà lui le direttive ai colleghi fidati su cosa scrivere e dirà loro dove e come pubblicizzare l’immobile.

Senza sovrapporsi.

E quindi per concludere,

NON – DATELA – A – TUTTI!

E’ la vostra casa. E’ la vostra vita.

Merita di più.

Che ne dite?handshake-733239_640

Se vuoi conoscere nel dettaglio quanto consideriamo primarie le esigenze dei nostri clienti che decidono di vendere la propria casa, senza alcun impegno REALE, affidandosi a noi, contattaci!

Scrivici un messaggio qui:

A presto!

Annunci

SE DOVETE COMPRARE UNA CASA, FATE COME IL SIGNOR WANG!

Visitare un appartamento che si è selezionato da una lista di annunci o in seguito ad aver visto il cartello sul portone, parrebbe essere una cosa semplice.

Ed in realtà lo è.

Solo che, come già detto più volte ormai, là fuori c’è sempre qualcuno che si diverte a metterci degli ostacoli davanti.

Quindi, dato per assunto che già al momento di fissare l’appuntamento vi siate fatti dire anche ciò che nell’annuncio non era scritto, siete finalmente arrivati all’uscio della vostra potenziale nuova casa.

Cosa DOVETE guardare?

Tralascerò volutamente la parte profondamente emotiva della situazione. Ovvero, si narra che se entri in una casa e provi delle sensazioni fortemente positive o rassicuranti, sia quella giusta. Amore a prima vista, lo si chiama in altro ambito.

E spesso e volentieri è effettivamente così.

La familiarità che si instaura con la casa giusta, la si avverte molto velocemente.

Però…

C’è sempre un però.

Anche gli amori a prima vista finiscono. Di frequente infatti, dopo una storia di fervente passione, arriva la cocente delusione.

Perché la prima vista del vostro “amore”, tralascia sempre gli aspetti pratici della convivenza o del rapporto di coppia.

Ciò può avvenire, molto più facilmente, anche quando rimanete abbagliati dalla casa – che credevate – dei vostri sogni.

Perché, anche se è vero che difronte a vizi e difetti occulti la legge è dalla vostra, è vero che ciò vale, se si riesce a dimostrare che tale difetto è stato tenuto volutamente nascosto o si è palesato da un dato momento in poi dopo l’acquisto e non poteva essere rilevato prima.

Così recita infatti l’Art. 1497 del Codice Civile: “Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l’uso a cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.”

Vi sono però molte situazioni in cui questa tutela non può essere applicata.

Ad esempio, la scarsa luminosità dei locali, l’esposizione infelice, i servizi condominiali insoddisfacenti.

Ciò che voi acquistate, lo fate indicando in qualsiasi contratto che sottoscriverete, che lo fate dopo aver “visto e gradito”.

Questa è la formula che sancisce la vostra decisione.

Quindi andate poi a dire al venditore che non avevate visto qualcosa che non vi è stato nascosto…

L’unica soluzione a questo punto, è imparare a vedere ciò che a prima vista non è possibile vedere.

La prima cosa da fare, lo so, sembrerà stupido dirlo, ma vi assicuro che mi è successo un numero significativo di volte, è, se non viene fatto dalla proprietà, o dall’incaricato alla visita, farvi aprire le finestre.

E non pensiate che sia una buona idea farlo, solo quando vi è la luce del sole.

Dio solo sa, cosa si cela dietro quella finestra!

Credetemi, mi è capitato alcune volte di assistere alla scena in cui il proprietario, o l’incaricato (quando sono stato anch’io cliente…) non fa nessun cenno di tirare su le tapparelle o aprire le persiane.

Partiamo subito col dire che anche se viene fatto in buona fede, è una cosa sbagliatissima!

Le sensazioni che si rafforzano, anche inconsapevolmente, in chi viene a visitare l’immobile, è che ci sia qualcosa da nascondere o che non debba essere visto.

La cosa comunque più triste è che spesso ciò, non viene dimenticato o fatto in buona fede, ma realmente per nascondere un affaccio infelice o l’odore che fuoriesce dalla cucina del ristorante etnico sotto di noi, o la vista sulla tangenziale o chissà che altro “segreto”…

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Impareggiabile vista su verdeggianti colline…

E provate poi a dire al giudice che il vizio era occulto…

Sento già le risate…

Un’altra cosa da fare assolutamente, è chiedere o verificare di persona, qual’è l’esposizione dell’immobile. Verso quale punto cardinale affaccia la cucina? E la camera? E sopra o sotto, cosa c’è?

Queste cose, saranno utili, non per i vostri riti propiziatori, ma semplicemente perché potrete così individuare le criticità intrinseche dell’immobile stesso.

Non illudetevi. Non esistono immobili privi di difetti. Tutte le case hanno dei punti deboli.

La cosa saggia però, è individuarli e quantificare cosa comporterà in termini di denaro e tempo, risolverli o limitarli affinché non rovinino la nostra permanenza nella casa.

Una parete a nord in uno stabile con una facciata non modernamente coibentata, potrà essere a rischio umidità.

Una casa all’ottavo piano, unicamente esposta a ovest, nei mesi più caldi, avrà le pareti letteralmente bollenti anche alle undici di sera.

Se sotto all’appartamento non vi è un altra abitazione, ma un porticato o uno spazio non riscaldato, l’appartamento sarà con molta probabilità il più freddo dell’intero stabile, ecc.

Oltre a ciò, sarebbe buona norma chiedere o poter verificare di persona, il funzionamento dell’impianto idraulico.

Vi giuro, non lo fa quasi nessuno. In vent’anni solo un paio di clienti me lo hanno chiesto esplicitamente.

E’ vero che se c’è un problema di questo tipo potrebbe rientrare nei vizi occulti (ma si tratta anche qui di convincere il giudice che non “potevamo” verificare il funzionamento dell’impianto… e potrebbe essere utile a questo punto avere un documento in cui viene scritto che abbiamo chiesto di aprire i rubinetti e ci è stato impedito dal proprietario…).

Ad ogni modo, anche se abbiamo il miglior principe del foro a nostra disposizione, non sarebbe meglio evitare l’estenuante esperienza di un’azione legale perché non abbiamo girato un rubinetto?

Un indicazione importante dei punti deboli della casa, la da sicuramente anche un documento che viene ad oggi sottovalutato dai più: la certificazione energetica o “Attestato di Prestazione Energetica (APE ex ACE) dell’immobile.

Questo certificato contiene un numero importante, perché in quel numero, ci è detto molto chiaramente quanto “consuma” la casa in questione. E’ l’ IPE. E serve a classificare in una scala da A++ a G, dove si pone l’appartamento oggetto del nostro interesse.

Aggiungerei anche intanto, che se la classe è G, può andare da 175 a infinito…

Innanzi tutto dovremmo considerare che se andiamo a visitare una casa usata, costruita più di 5 o 6 anni fa, molto probabilmente (in proporzione a quanto più ci si allontana dal 2015), non avremo l’eccellenza in tale caratteristica.

Ma avremo sicuramente un’idea di massima, di quale migliorie questa casa potrà necessitare.

Queste sono cose importanti da “guardare” quando si visita un immobile.

Ma ovviamente non solo.

Ricordate sempre che ci sono anche delle cose che forse, né il proprietario, né l’agente incaricato dal proprietario realmente sanno. Forse la casa è vuota da parecchi anni e quel ristorante sotto casa è stato aperto l’anno scorso.

Un’ottima mossa è tornare a visitare la casa in orari diversi ed anche passare davanti al palazzo, nel week end o in serata, o anche nelle ore più tarde.

Scoprirete magari delle cose che non avevate nemmeno considerato all’inizio della vostra ricerca.

Forse siete sorpresi che un agente immobiliare vi dica come scoprire gli altarini.

Ci credo, perché spesso siamo visti anche così. Come quelli che coprono le magagne al fine di vendere…

E la cosa mortificante (almeno dal mio punto di vista) è che mi è capitato di parlare con dei proprietari, che volevano vendere il loro immobile tramite agenzia, perché riconoscevano nella funzione professionale della stessa, la capacità di dire menzogne o mezze verità o di tacere dei difetti ai potenziali interessati.

La cosa ancor più mortificante è che tale deviata convinzione, la hanno avuta anche alcuni clienti che sono dall’altra parte della barricata.

Una volta un signore mi disse testuali parole con una approccio amichevole e sereno: “Va bene signor Pensa, ora, so che lei deve vendere ed alcune cose le avrà accuratamente evitate o addolcite, ma a quanto verrà via questa casa?”

Vi assicuro che sono rimasto senza parole e non ho saputo nemmeno controbattere a quell’assurda affermazione.

Ero basito, perché il cliente accettava a priori, di avere a che fare con un imbonitore o peggio un ciarlatano (non nella mia persona ma nella considerazione della professione di cui faccio parte) e gli andava bene così!

Pazzesco.

Quindi per concludere e come ho accennato nel titolo, fate come il mio cliente Wang, non abbiate paura di chiedere. Anche cose magari non comuni, ma per voi importanti.

Il cliente di cui vi sto raccontando, vide un appartamento che gli piacque. Ma aveva una grande necessità.

E’ un giornalista, ed aveva l’esigenza personale di trovare un appartamento estremamente silenzioso per potersi concentrare e scrivere i suoi articoli, soprattutto nelle ore serali e notturne.

La silenziosità era il requisito fondamentale, incideva per almeno il 70% sulla casa da scegliere.

Mi chiese se era possibile visitare l’appartamento intorno a mezzanotte.

Comprendendo la reale necessità, accettai di accompagnarlo a rivedere l’appartamento in tarda ora (l’appartamento era vuoto ed avvisammo la proprietà, in modo da non destare sospetti nel condominio per l’insolito appuntamento).

La sua preoccupazione scaturiva dalla preoccupante vicinanza dei binari del tram.

Ci fermammo all’interno dell’appartamento per il tempo necessario al passaggio di tre tram (il primo, il signor Wang, non lo sentì proprio, dovetti farglielo notare io…)

La paura del signor Wang, fu sconfitta e… vincemmo tutti e tre!

Non dico che dovete cominciare a girare per case di notte eh!

Anche se un’agenzia immobiliare notturna potrebbe essere un’ottima variante commerciale!

Ma semplicemente che se avete un dubbio su una casa che vi piace ed è per voi fondamentale sapere una determinata cosa, prima di firmare qualunque cosa, che vi impegnerà irrimediabilmente, chiedete e chiedete con prova.

Un vero professionista immobiliare, sarà ben felice di farvi prendere una delle decisioni più importanti della vostra vita a cuore più leggero.

Un’ultima cosa. C’è una domanda che spesso mi fanno, ma che personalmente ritengo piuttosto inutile.

La domanda è: “chi sono i vicini?” Ed è una domanda che spesso sottintende “I vicini sono brava gente?” “Vive un serial killer sul mio stesso pianerottolo?” “Vi sono dei trapezisti circensi al piano di sopra?”

Ora, al di là che non conosco proprio tutto il condominio quando ho in vendita un appartamento, vige una considerazione basilare per cui questa domanda non è corretta.

Ed è che il vicino, simpatico o antipatico che sia, è un individuo che può trasferirsi da dov’è, il giorno dopo la vostra visita o tra vent’anni. Magari sta cercando casa proprio come voi…

Ad ogni modo, qualunque sia la risposta che avrete, sarà dal futuro incerto.

Ovvero se si conosce oggi la risposta, non avrete alcuna certezza che domani sia la stessa.

Non mi resta che augurarvi: Buona visione!

Ricordate sempre che se volete commentare o scriverci una vostra esperienza in merito all’argomento, è ben accetta!

E se vi fa piacere leggere il nostro blog, iscrivetevi in modo da essere avvisati all’uscita di un nuovo argomento!

Volete cercare il vostro appartamento a Milano in zona Isola o adiacenze con noi?

Lasciateci i vostri recapiti qui sotto per essere contattati da un nostro incaricato che raccoglierà dettagliatamente la vostra richiesta:

N.B.

I vostri dati di contatto per noi sono sacri, nel rispetto della legge sulla Privacy, non verranno divulgati in nessun modo, ma verranno utilizzati solo per soddisfare la vostra stretta esigenza.

SCOPRI COME ANDARE A VEDERE UNA CASA PUÒ TRASFORMARSI IN UN’ESPERIENZA INFELICE!

Andare a vedere una casa a seguito di una selezione da parte nostra, di vari annunci pubblicizzati qui e là, dovrebbe essere una cosa abbastanza semplice e lineare.

Dovrebbe…

Perché in realtà, può diventare un’esperienza pessima. Ed anche se possiamo dirci che le brutte esperienze ci fanno crescere, possiamo altrettanto dire che se evitassimo di perdere del tempo, sempre più prezioso, saremmo sicuramente più felici.

Quindi, se abbiamo trovato degli annunci che hanno mosso la nostra curiosità, ed abbiamo deciso di andare a vedere quelle case, sappiate prima ciò che vi sto per dire.

PUBBLICITÀ’

Le inserzioni immobiliari sono come la pubblicità. Anzi, sono pura pubblicità. Se fatte bene, ottengono anche un buon riscontro nel catturare l’attenzione di chi legge.

Avete mai comprato un prodotto perché convinti delle sue proprietà eccezionali elencate nello spot?

Sicuramente nell’arco della vostra esperienza di vita vissuta avrete avuto anche delle delusioni.

Se siete nati o cresciuti negli anni ’70’ o ’80, ricorderete questo tipo di pubblicità:

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Non c’era internet per fortuna! E molti di noi non potevano accedere alle risorse economiche di famiglia per fare acquisti in contrassegno.

E come lo giustificavi ai tuoi quando il portiere gli consegnava il pacco degli occhiali ai raggi X per te?

Però sono certo che molti ragazzini, come ai tempi anche chi sta scrivendo, avranno fantasticato sul possedere oggetti da agente segreto o dalle sensazionali capacità tecnologiche.

Chi poi fu così impavido e coraggioso da rischiare, scoprì ben presto che ad esempio i famosi occhiali magici, non erano altro che questi:

occhiali raggi x verita

Gli occhiali c’erano, ma erano uno scherzo.

Peccato che l’inserzionista si era dimenticato di scriverlo. Alcune varianti prevedevano l’utilizzo di scritte “ridere ridere ridere” affianco all’immagine o appunto il riferimento alle “visioni insospettate”. Eh già.

Insomma, le aspettative del timido adolescente venivano sgretolate brutalmente.

Ogni forma di pubblicità, non vi racconta MAI la verità. O più precisamente, ometterà sempre qualche dettaglio o particolare.

Così in ambito immobiliare, non troverete mai: “Splendida vista sul muro di fronte, distante due metri” oppure: “Venite a sentire con le vostre orecchie a quanti decibel passa il treno sotto la finestra!”.

Piuttosto troverete, nel primo caso: “Molto tranquillo e riservato”, e nel secondo: “Comodissimo con la stazione!”

Quindi la regola è: se sapete cosa non volete assolutamente, ditelo perentoriamente al vostro interlocutore, affinché non vi faccia perdere tempo.

E’ assurdo dal mio punto di vista, ma ci sono ancora degli operatori immobiliari che tentano fino in fondo di non dirvi il piano di un determinato immobile o se vi è l’ascensore o meno.

Perché secondo loro, se arriva la nonnina di turno, riusciranno senza problemi a venderle quel quinto piano senza ascensore in casa d’epoca (i soffitti sono molto più alti…)

Quindi, STANATE l’infida tecnica di vendita (che poi vendita non sarà mai, altrimenti parliamo di circonvenzione di incapace…) e vi risparmierete un sacco di tempo e scocciature annesse.

E’ mia abitudine e dovrebbe essere quella di ogni agente immobiliare che si rispetti, fornire quante più indicazioni possibili a riguardo degli immobili che pubblicizziamo.

Quindi anche quando chiama il cliente che taglia corto e che mi dice: “Voglio vedere il tale appartamento!”, Io rispondo sempre nei casi particolari: “Ha visto che non è presente l’ascensore?” oppure “Sì, certo. Ha letto che è un piano rialzato?” ecc. ecc.

Vero che molte volte mi dicono “Ah no, non avevo visto” (e anche qui ce ne sarebbe da dire…), ma diciamo che magari non è un informazione evidente.

Mi pare di averlo già affrontato in un altro post, ma lo ripeto, ci sono portali che se al momento dell’inserimento dell’annuncio si compila il form indicando che non c’è l’ascensore, quando l’annuncio viene pubblicato, la voce “ascensore: sì”, sparisce del tutto. Che dite? E’ una mancanza voluta?

Certo, ai distratti o agli ingannati, passerà la voglia di vedere quello specifico appartamento, ma solo se quella caratteristica è per lui fondamentale.

Io la paura dell’agente immobiliare che non riesce a fare vedere l’appartamento non la capisco proprio.

Cos’è? Hai preso l’immobile ad un prezzo proibitivo per averlo a tutti i costi ed accontentare il proprietario, che ora non sai cosa dirgli se non ci porti nessuno? E quindi ci vado di mezzo io che di tempo ne ho ben poco! E forse ho anche dovuto prendere dei permessi o spostare impegni importanti, anche solo per stare con la mia famiglia, perché tu devi far vedere a quell’illuso che crede di trovare un pollo da spennare nel mercato immobiliare attuale, che stai facendo vedere l’appartamento?

Spero tu smetta di fare questo lavoro. Sinceramente!

Quindi, lo ripeto:

Fate quante più domande possibili.

Accertatevi sul piano, sulla metratura indicata, sul prezzo esatto e su cosa comprende. Sull’ammontare delle spese condominiali e su tutte quelle caratteristiche che magari vi hanno allettato. Un professionista serio, non sarà scocciato, anzi, sarà felice di non perdere, ma soprattutto di non farvi perdere, del tempo.

Poi c’è la visita. E la prossima volta vi dirò cosa è utile chiedere durante la visita e cosa è inutile.

Stay Tuned!

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